Il giocatore in più che spacca le difese avversarie: Spalletti, con il 4-3-3 è perfetto

La mossa nel nuovo modulo del tecnico Juve: la condizione di Zhegrova continua a crescere

TORINO - Come ha detto Spalletti: "Non manca tanto". E però manca comunque qualcosa. Che va dalla condizione fisica fino alle risposte del campo, finora arrivate esclusivamente a singhiozzo. Edon Zhegrova si sta prendendo pian piano la Juve. Cioè, più piano del previsto. Tutta colpa dei soliti problemi, di una pubalgia che gli ha rovinato la scorsa stagione e che non lo lascia tranquillo nemmeno in questa nuova versione bianconera. Comunque, "il ragazzo è svelto e sveglio", ha sorriso Lucio. E sono due doti che gli piacciono, come gli è piaciuto l’ingresso contro il Torino, al posto di Conceiçao: il kosovaro si è piazzato sulla fascia destra e, una zeppettina dopo l’altra, ha guadagnato occasioni. Se ne sono contate quattro, giusto in una manciata di minuti. Segnali piuttosto evidenti di ciò che è in grado di fare, e di quanto anche lo stesso allenatore finisca poi per contare sul suo estro, pure adesso che la condizione è quella che è. In questo momento, Zhegrova avrebbe anche qualche minuto in più nelle gambe, ma la scelta dell’allenatore è dettata puramente da un discorso di tenuta. Anche questo, in fondo, è stato parte del suo discorso al termine del derby. "Quando ripartono non diventa più la partita di Conceiçao e Zhegrova, a rincorrere per 60 metri poi perdi". Eppure, dice Lucio, "se decide di star lì può diventare una spina nel fianco".

Juve, Zhegrova centellinato

Dribbling e giocate, tutto quel talento che s’è visto, arrivano a supportare la tesi del maestro di Certaldo, affascinato dai giocatori di guizzo, perciò da Yildiz come da Chico, senza dimenticare di avere un Edon nella manica. "Lui ha questa follia di tirar fuori cose che non sa nessuno e nemmeno lui. Quando ti punta, come Kenan, neanche sa come fa. Abbiamo cartucce importanti da sparare". Soprattutto adesso che il tecnico sembra aver intrapreso la strada del 4-3-3, così da liberare più fantasia sugli esterni e da rendere molto più dinamica una formazione ancora alle prese con una forte crisi di identità. Servirà tempo, in fondo. Al gruppo e in particolare a Zhegrova, per il quale le prove in Nazionale serviranno anche per ritrovare quel feeling col campo che con la Juventus ha avuto soltanto in parte. Fino a questo momento della stagione, l’ex Lilla ha messo insieme 5 gettoni e 79 minuti totali (esclusi i recuperi), di cui praticamente la metà (43) arrivati con Luciano Spalletti in panchina. Il tentativo pertanto si fa piuttosto evidente: Spalletti, a cui è stato chiesto di rivitalizzare l’intera rosa, è andato alla ricerca degli elementi di maggior talento e da loro sta cercando di ricostruire la sua Juve. Più verticale, certo. Più all’attacco, ovviamente. Però pure più caratteriale, e in questo Edon si fa proprio speciale: in Francia era uno dei migliori dell’intero campionato, ma il cuore dei suoi vecchi tifosi l’aveva rubato per qualche prestazione di assoluto livello in Champions League, che con gli spazi che ha è il terreno più fertile di tutti per il suo estro. Presto la ritroverà. Prima però ci sarà da rimettere benzina, pure mentale, nei prossimi impegni con la maglia del Kosovo, a cui non ha mai rinunciato.

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