Spalletti per la vittoria
Ed è stato ribadito pure a Luciano Spalletti, a cui - proprio come spiegato da Elkann - è stato chiesto intanto di rimettere in piedi la Juventus, poi di instradarla sui binari del successo, così come aveva fatto con il Napoli. Lucio ha accettato anche per la prospettiva a lungo termine, a prescindere dalla lunghezza del contratto (su cui i bianconeri si sono legittimamente cautelati) e andando oltre le difficoltà del momento. La società è convinta di aver allestito una buona rosa, il tecnico è certo di avere a disposizione ottimi giocatori, magari un po’ meno nei ruoli apicali. Ma si può intervenire.
"Un conto è lottare per vincerlo..."
E lo potrà fare subito, nel prossimo mercato, in cui un po’ di magagne potrebbero finalmente essere risolte. Nel mentre, tutti sono chiamati a fare il massimo: dall’ad Comolli - oggi la nomina - all’allenatore, dai dirigenti tutti alla proprietà. Che parla di vittoria, e che non lo fa mai a caso: in due anni, la Juve è chiamata a risollevare un trofeo, a Torino si augurano il più importante tra quelli raggiungibili. Lo scudetto, sì. Per ora, e per tutti, è tuttavia quel che ha raccontato Lucio: «Un conto è lottare per vincerlo, un altro è effettivamente portarlo a casa». Sono i due step a cui è chiamato Spalletti. Già adesso.
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