80 milioni per la Juve, Tether e Spalletti: cosa c'è dietro le parole di Elkann

John è stato chiaro: "Luciano ha esperienza per portare i bianconeri al successo che è quello che i tifosi giustamente si aspettano"

TORINO - Una questione di rapporti. Quello della famiglia Agnelli nei confronti della Juventus. E quello della Juventus nei confronti della vittoria. Bisogna ripartire da qui, per capire a fondo le dichiarazioni di John Elkann, che tra Stellantis, Ferrari, incontri e racconti, raccoglie un assist dai cronisti e consolida la propria posizione verso il club bianconero. Non che ce ne fosse bisogno, anzi. Però anche i più recenti racconti dall’Assemblea degli azionisti avevano provato a minare la forza di un sodalizio unico nel suo genere, e tra i più duraturi di sempre. Non è un caso che quest’ultima parte per John sia la più importante, e forse anche la più romantica.

"Importante che la Juve vinca"

Così, a margine della presentazione della partnerhip del gruppo auto con Milano Cortina, gli sembra opportuno ribadirlo. «Oggi è importante che la Juventus vinca - le sue parole - e un allenatore come Spalletti, con la sua esperienza, deve portarla a vincere. Che è quello che tutti i tifosi si aspettano». Non c’è altra strada, per dirla proprio alla Lucio. Né l’ha contemplata il numero uno di Exor. E nemmeno se n’è discusso in quel paio di colloqui a cui Spalletti è stato sottoposto. Con Damien Comolli, la proprietà si è resa conto di quanto una sola direzione possa realmente riportare la Juve in alto. Non è un discorso economico - cioè, non solo -, non è una sottotrama commerciale, e non è nemmeno mercato faraonico o lanciare il progetto dei giovani e chissà quando campioni. È stato provato tutto questo, in fondo, negli ultimi cinque anni: non è servito a recuperare il terreno perduto. Perciò si è intervenuto (più volte) sulla governance, andando a rattoppare i buchi con interventi tanto diretti quanto esosi.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

L'aumento di capitale

L’ultimo aumento di capitale sarà varato proprio oggi, e porterà nelle casse juventine altri 80 milioni di euro dopo i 30 inizialmente versati dalla casa madre. Ci sarà anche Tether, tra i firmatari della nuova ricapitalizzazione: si adopererà per l’11,5%, in linea con le azioni in possesso del colosso cripto, al quale il club ha aperto le porte ma non regalato le chiavi di casa. Non era il momento. Probabilmente non lo sarà mai. Elkann l’ha nuovamente chiarito: «Chiunque sia interessato alla Juventus, azionisti o sponsor, noi siamo sempre aperti. L’importante è che il nostro rapporto non venga mai messo in discussione». Il messaggio, naturalmente, è arrivato a destinazione.

E già dalle prossime ore si capiranno meglio ruoli, intenzioni, situazioni. Non padroni, però. Quelli restano gli stessi, e restano al fianco della Juventus, nelle cui casse - e soltanto dal 2019 - hanno versato 900 milioni, di cui 573 targati esclusivamente Exor. Per capirsi: la prossima sarà la quarta ricapitalizzazione in otto anni, che sembra una buona risposta alle accuse di lontananza. O mancanza di impegno. O scarsa ambizione. No, non è così.

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Spalletti per la vittoria

Ed è stato ribadito pure a Luciano Spalletti, a cui - proprio come spiegato da Elkann - è stato chiesto intanto di rimettere in piedi la Juventus, poi di instradarla sui binari del successo, così come aveva fatto con il Napoli. Lucio ha accettato anche per la prospettiva a lungo termine, a prescindere dalla lunghezza del contratto (su cui i bianconeri si sono legittimamente cautelati) e andando oltre le difficoltà del momento. La società è convinta di aver allestito una buona rosa, il tecnico è certo di avere a disposizione ottimi giocatori, magari un po’ meno nei ruoli apicali. Ma si può intervenire.

"Un conto è lottare per vincerlo..."

E lo potrà fare subito, nel prossimo mercato, in cui un po’ di magagne potrebbero finalmente essere risolte. Nel mentre, tutti sono chiamati a fare il massimo: dall’ad Comolli - oggi la nomina - all’allenatore, dai dirigenti tutti alla proprietà. Che parla di vittoria, e che non lo fa mai a caso: in due anni, la Juve è chiamata a risollevare un trofeo, a Torino si augurano il più importante tra quelli raggiungibili. Lo scudetto, sì. Per ora, e per tutti, è tuttavia quel che ha raccontato Lucio: «Un conto è lottare per vincerlo, un altro è effettivamente portarlo a casa». Sono i due step a cui è chiamato Spalletti. Già adesso.

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TORINO - Una questione di rapporti. Quello della famiglia Agnelli nei confronti della Juventus. E quello della Juventus nei confronti della vittoria. Bisogna ripartire da qui, per capire a fondo le dichiarazioni di John Elkann, che tra Stellantis, Ferrari, incontri e racconti, raccoglie un assist dai cronisti e consolida la propria posizione verso il club bianconero. Non che ce ne fosse bisogno, anzi. Però anche i più recenti racconti dall’Assemblea degli azionisti avevano provato a minare la forza di un sodalizio unico nel suo genere, e tra i più duraturi di sempre. Non è un caso che quest’ultima parte per John sia la più importante, e forse anche la più romantica.

"Importante che la Juve vinca"

Così, a margine della presentazione della partnerhip del gruppo auto con Milano Cortina, gli sembra opportuno ribadirlo. «Oggi è importante che la Juventus vinca - le sue parole - e un allenatore come Spalletti, con la sua esperienza, deve portarla a vincere. Che è quello che tutti i tifosi si aspettano». Non c’è altra strada, per dirla proprio alla Lucio. Né l’ha contemplata il numero uno di Exor. E nemmeno se n’è discusso in quel paio di colloqui a cui Spalletti è stato sottoposto. Con Damien Comolli, la proprietà si è resa conto di quanto una sola direzione possa realmente riportare la Juve in alto. Non è un discorso economico - cioè, non solo -, non è una sottotrama commerciale, e non è nemmeno mercato faraonico o lanciare il progetto dei giovani e chissà quando campioni. È stato provato tutto questo, in fondo, negli ultimi cinque anni: non è servito a recuperare il terreno perduto. Perciò si è intervenuto (più volte) sulla governance, andando a rattoppare i buchi con interventi tanto diretti quanto esosi.

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Spalletti per la vittoria