TORINO - Una questione di rapporti. Quello della famiglia Agnelli nei confronti della Juventus. E quello della Juventus nei confronti della vittoria. Bisogna ripartire da qui, per capire a fondo le dichiarazioni di John Elkann, che tra Stellantis, Ferrari, incontri e racconti, raccoglie un assist dai cronisti e consolida la propria posizione verso il club bianconero. Non che ce ne fosse bisogno, anzi. Però anche i più recenti racconti dall’Assemblea degli azionisti avevano provato a minare la forza di un sodalizio unico nel suo genere, e tra i più duraturi di sempre. Non è un caso che quest’ultima parte per John sia la più importante, e forse anche la più romantica.
"Importante che la Juve vinca"
Così, a margine della presentazione della partnerhip del gruppo auto con Milano Cortina, gli sembra opportuno ribadirlo. «Oggi è importante che la Juventus vinca - le sue parole - e un allenatore come Spalletti, con la sua esperienza, deve portarla a vincere. Che è quello che tutti i tifosi si aspettano». Non c’è altra strada, per dirla proprio alla Lucio. Né l’ha contemplata il numero uno di Exor. E nemmeno se n’è discusso in quel paio di colloqui a cui Spalletti è stato sottoposto. Con Damien Comolli, la proprietà si è resa conto di quanto una sola direzione possa realmente riportare la Juve in alto. Non è un discorso economico - cioè, non solo -, non è una sottotrama commerciale, e non è nemmeno mercato faraonico o lanciare il progetto dei giovani e chissà quando campioni. È stato provato tutto questo, in fondo, negli ultimi cinque anni: non è servito a recuperare il terreno perduto. Perciò si è intervenuto (più volte) sulla governance, andando a rattoppare i buchi con interventi tanto diretti quanto esosi.
