Per un allenatore dalla mente creativa e coraggiosa come Luciano Spalletti (copyright del Ceo Damien Comolli) le metamorfosi tecnico-tattiche dei propri giocatori sono quasi ordinaria amministrazione. Un trasformismo che spesso può cambiare il volto delle carriere di alcuni calciatori. È il caso di Marcelo Brozovic, letteralmente inventato dal tecnico di Certaldo come regista davanti alla difesa nel 2018 in occasione di un Inter-Napoli di fine gennaio, quando all’indomani l’allora mezzala croata sarebbe dovuta volare al Siviglia. Quella gara ha cambiato il destino di Brozo in nerazzurro, tramutandolo da oggetto misterioso in Epic e insostituibile. Potrebbe magari accadere lo stesso con Fabio Miretti. Un altro elemento che sa dare del tu al pallone e alla ricerca del proprio posto nel pianeta bianconero.

Il nuovo ruolo di Miretti
La mezzala di Pinerolo nel suo ruolo naturale appare chiusa dai vari Thuram, McKennie e volendo pure Locatelli e Koopmeiners, quando l’olandese traslocherà di nuovo dalla difesa a centrocampo. Nel cuore del gioco, però, manca un interprete e la finestra di mercato di gennaio appare ancora lontana. Motivo per cui qualche esperimento potrebbe essere fatto. Occhio allora al tentativo di un Miretti play come accaduto nel finale della gara contro lo Sporting. Chissà che quella soluzione d’emergenza negli ultimi minuti della gara di Champions non possa, invece, diventare una traccia su cui lavorare in questi giorni. A maggior ragione durante la sosta che vede il classe 2003 tra i superstiti alla Continassa. Location nella quale vuole continuare a vederlo Spalletti, che appena arrivato gli ha ribadito la sua fiducia. Quasi a voler allontanare le sirene di mercato di quei club, che hanno già bussato alla porta della Vecchia Signora per provare a prendere Miretti in prestito.
