Pagina 2 | L’accordo Vlahovic-Chiellini: evitato il rischio di gennaio. Ma quella corrente di pensiero Juve…

TORINO - E adesso, aspettare. Anzi, ancor prima, far gol. Che poi è medicina e benzina, sono parole e sono pure fatti. Ecco: da qui ha deciso di ripartire, Dusan Vlahovic. Da qui lo fa per conquistarsi il futuro. Non necessariamente alla Juventus, ma ad alti, altissimi livelli. È la sua priorità. È la più grande ambizione. Ed è il motivo per cui ha sapientemente accettato una concreta lezione di calcio e di vita: preoccuparsi solo di quel che può controllare, per tutto il resto c’è un po’ da affdarsi alla buona sorte, che pure si può attirare con le prestazioni e le disponibilità.

Il discorso rinnovo

Su questo, e fino a questo momento, DV9 è stato impeccabile: si è allenato al massimo, ha risposto in campo (è il capocannoniere della squadra con 6 reti realizzate), non ha mai creato alcuna discussione nonostante la spada di Damocle del rinnovo. Si farà? Non si farà? Ancor prima che ricominciasse il vociare, la dirigenza - e Giorgio Chiellini in particolare - è intervenuta in maniera diretta con il ragazzo, con il quale il patto di non belligeranza è stato trovato in un amen. Il tempo di spiegarsi. E di dirselo: le rispettive posizioni non sono cambiate, però non è scontato che rimangano così, cristallizzate nel nulla di fatto. Perciò, appuntamento a fine stagione. Quando la Juventus conoscerà la propria condizione - Champions o non Champions, che differenza -, quando Vlahovic capirà il mercato attorno a lui, e insieme avranno ormai compreso se la separazione sarà davvero l’unica strada da intraprendere. Prendersi del tempo è stata la soluzione più facile e allo stesso tempo la più efficace. Ha tenuto in corsa la Juve per il dietrofront (che pure avrebbe del clamoroso, considerato il punto di partenza) e ha dato una nuova chance all'attaccante, la cui decisione di puntare i piedi in estate si è rivelata sostanzialmente vincente.

Bayern terzo incomodo

Del resto, Dusan è oggi un titolare della Juventus. E in parte parlano anche gli interessamenti intercettati nelle ultime settimane, in particolare quello del Bayern Monaco, vero terzo incomodo di questa storia. Vlahovic ha drizzato le antenne. La Juve, più pragmaticamente, vorrebbe evitare di farsi sfilare il centro di gravità  del nuovo universo Spalletti. E allora, la stretta di mano. Temporanea. Però efficace. Che ha inoltre riportato la Juventus al centro dei pensieri del centravanti, perché sulla bilancia il bianconero avrà sempre un peso differente rispetto a qualsiasi altro scenario. Il serbo a Torino si trova alla perfezione e ha pertanto deciso di aspettare nuovi segnali. In fondo, ancora oggi sogna di poter vincere qualcosa di importante, e soprattutto non avrebbe alcun problema a sedersi al tavolo delle trattative, purché abbia le giuste rassicurazioni, su progetto e minutaggio, mentre è apertissimo il discorso economico, dal cui sono invece nate più perplessità all’interno della dirigenza juventina.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

La richiesta economica

A oggi, alla Continassa resiste una corrente di pensiero per la quale il rinnovo di Vlahovic - almeno a determinate cifre, cioè dagli 8 milioni netti in su - sarebbe un rischio troppo elevato per la delicatezza del momento attraversato dalla Juve. Si dice: il numero nove ha più volte faticato a trovare continuità di rendimento e nelle ultime stagioni non è mai stato sinonimo di solidità. Si capisce: non si dia nulla per scontato, nemmeno la crescita vista nelle ultime settimane e (sola-mente) prime di questa stagione. A prescindere da tutto, DV9 sa benissimo che, continuando così, di occasioni ne arriveranno e pioveranno pure dai migliori club d’Europa. Però lo status acquisito a Torino, dove si sente uno dei leader e dove ha ora un allenatore da cui raccoglie piena fiducia, gli danno la percezione del passo in avanti a cui ambiva, quello che fondamentalmente gli avrebbe pesato non riuscire a compiere. È uno dei capitani, il nove. Anche senza aver mai indossato la fascia. Lo inorgoglisce e lo carica. Lo forgia e gli dà la forza di correre nonostante le mille incertezze attorno. Oggi sarà in campo con la Serbia, a Wembley, contro l’Inghilterra: la vivrà come l’ennesima opportunità per far ricredere tutti.

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La richiesta economica

A oggi, alla Continassa resiste una corrente di pensiero per la quale il rinnovo di Vlahovic - almeno a determinate cifre, cioè dagli 8 milioni netti in su - sarebbe un rischio troppo elevato per la delicatezza del momento attraversato dalla Juve. Si dice: il numero nove ha più volte faticato a trovare continuità di rendimento e nelle ultime stagioni non è mai stato sinonimo di solidità. Si capisce: non si dia nulla per scontato, nemmeno la crescita vista nelle ultime settimane e (sola-mente) prime di questa stagione. A prescindere da tutto, DV9 sa benissimo che, continuando così, di occasioni ne arriveranno e pioveranno pure dai migliori club d’Europa. Però lo status acquisito a Torino, dove si sente uno dei leader e dove ha ora un allenatore da cui raccoglie piena fiducia, gli danno la percezione del passo in avanti a cui ambiva, quello che fondamentalmente gli avrebbe pesato non riuscire a compiere. È uno dei capitani, il nove. Anche senza aver mai indossato la fascia. Lo inorgoglisce e lo carica. Lo forgia e gli dà la forza di correre nonostante le mille incertezze attorno. Oggi sarà in campo con la Serbia, a Wembley, contro l’Inghilterra: la vivrà come l’ennesima opportunità per far ricredere tutti.

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