Juve, rifletti. Non è forse troppo tardi per Vlahovic? 

Dusan è sbocciato proprio nell’anno in cui il club ha scelto di accompagnarlo alla porta: due opzioni e stesso problema

Ci sono voluti quattro anni in bianconero per far pace con il pallone. Per smettere di litigare con se stesso, con le aspettative, con quella promessa di grandezza a cui si è prestato al momento del suo arrivo a Torino. Bene, dopo stagioni di buio alternato a brevi albe di entusiasmo, e alla luce di un contratto che scivola via via verso la scadenza, Dusan sembra aver finalmente capito chi vuole diventare. E non lo si intravede solo dai gol - la media stagionale è in linea con quella del resto dei top d’Europa, a cominciare da Gyokeres e Sesko, due dei sogni estivi della Juventus - ma soprattutto dall’atteggiamento in campo. Da come lotta spalle alla porta su ogni pallone, da come esulta quando vince un duello corpo a corpo, o quando uno dei suoi compagni trova la rete. Un modus operandi incompatibile con quello tenuto fino alla scorsa stagione, quando le paturnie per i gol mancati prendevano il sopravvento su tutto il resto. Parliamo - comunque - di una verità potenziale. Perché chi lo conosce bene, sa che la fregatura è dietro l’angolo. Quante volte Dusan è partito alla grande per poi sciogliersi nelle solite crisi realizzative? Di lui si è detto e scritto di tutto. Che non sia mai stato messo nelle condizioni di rendere al meglio; che la stagione successiva sarebbe stata quella dell’exploit definitivo; che fosse un giocatore umorale, e che per essere decisivo dovesse sentire la fiducia di tutto l’ambiente.

Vlahovic-Juve: gli scenari 

Eppure, paradossalmente, è sbocciato proprio nell’anno in cui la Juventus ha scelto di accompagnarlo alla porta, affiancandogli due profili, David e Openda, che - sulla carta - avrebbero dovuto rubargli il posto. Le strade, a questo punto, sono due: o Vlahovic ha capito solo ora cosa significa vestire la maglia bianconera; oppure vede nella sua situazione contrattuale un’occasione preziosa per mettersi in mostra, nella speranza di accasarsi a fine stagione al migliore offerente. In entrambi i casi, per la Juventus si tratta di un problema. E pure bello grosso. Perché 62 gol segnati in 3 stagioni e mezza, oltre a cozzare con gli 85 milioni spesi per il suo cartellino, non giustificano minimamente le cifre richieste dal suo entourage per prolungare la sua avventura in bianconero. Allora, Juve, pensaci bene: siamo davvero sicuri che non si possa fare a meno di Dusan? In Europa gli attaccanti bravi non mancano. Basta saperli scegliere...

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