Compagni all’Empoli, amici fuori dal campo, fratelli dentro una cucina dove il profumo delle lasagne di mamma Ilva sapeva di casa e di futuro. Lì, tra risate, racconti e consigli, nasceva un legame speciale: quello tra un giovane Fabio Galante e l’uomo che, anni dopo, avrebbe scritto le pagine più dolci della sua storia in panchina. Oggi che l’ex ct azzurro è approdato alla Juventus, Galante ci ha riaperto le porte di quei giorni semplici e autentici, per raccontarci chi è davvero Luciano Spalletti.
"Empoli e Sovigliana, la patente grazie a Spalletti"
Fabio Galante, quando ripensa a Spalletti e agli anni passati insieme in Toscana, c’è un ricordo in particolare che le strappa ogni volta un sorriso? "Facile: le lezioni di guida tra Empoli e Sovigliana. Se ho preso subito la patente lo devo a Luciano. Quando giocavamo all’Empoli capitava spesso che mi fermassi da lui, a casa di mamma Ilva. Dormivamo nella stessa stanza, facevamo cena e colazione insieme, come due fratelli. Al rientro dall’allenamento metteva a disposizione la sua macchina per farmi delle lezioni di guida".
E che maestro era? "Esigente ma comprensivo, come in campo. È sempre stato al mio fianco, mi ha aiutato tantissimo a 360 gradi. È stata una fortuna per noi giovani averlo in quella squadra. Ci spiegava come dovevamo comportarci, come essere professionisti seri. L’impegno non poteva mai mancare".
