"Spalletti, se pensiamo a Conte e Sacchi..."
L’ha sentito di recente? "Più volte. È carico. A lui piacciono le sfide, metter mano in maniera capillare nelle sue realtà sportive. E una spallettata delle sue l’abbiamo già vista con Koopmeiners. Chi l’avrebbe mai detto che potesse giocare così bene in quel ruolo… Quando lo rimetterà a centrocampo sono sicuro che potrà contare su una fiducia ritrovata, essere più leggero. Luciano è un genio. Un allenatore moderno: quando ha un’idea la porta avanti fino alla fine perché è testardo. Ha vinto in Russia, a Napoli. Piazze che non gli chiedevano il titolo. All’Inter ha ricostruito i presupposti per lo scudetto con una serie di intuizioni tattiche significative. Gli auguro di fare lo stesso alla Juventus, perché se lo merita dopo l’esperienza in Nazionale. Per lui è una ferita ancora aperta".
C’è chi dice che se non ha funzionato come ct è specialmente in virtù delle sue caratteristiche: un tecnico che per imprimere la sua idea di calcio ha bisogno del campo quotidiano. "In parte è vero, ma se pensiamo a Conte e Sacchi abbiamo la prova del contrario. La differenza è che questi due avevano a disposizione un’ossatura di campioni azzurri veri a cui appoggiarsi. Penso a Buffon, Chiellini, Barzagli, Bonucci… Forse agli Europei poteva cercare di alleggerire un po’ di più i ragazzi a livello di testa. Ma è stato lui stesso ad ammetterlo".
