Bremer, scende in campo la Nasa: il segreto per tornare al top, la Juve ha la data

Prosegue l’iter di recupero del brasiliano dal ko al menisco. Da martedì in gruppo Cabal e Kelly

TORINO - Un passo alla volta, con pazienza, lì dove la gravità da condanna si fa promessa. Il suo ginocchio, martoriato da un menisco lesionato e dagli strascichi di un crociato che un anno fa ha fatto “crack”, ha chiesto tempo. E lui, per tornare a elevarsi, ha scelto di ripartire proprio da quella forza invisibile che tiene tutti ancorati al mondo. Così, nel silenzio della palestra bianconera, mentre fuori i compagni iniziano a provarsi il nuovo abito che Spalletti sta provando a cucirgli addosso - il 4-3-3 -, Gleison Bremer entra nel guscio trasparente del tapis roulant Alter G e corre in direzione del recupero.

Il recupero di Bremer

L’ennesimo. Sì, perché quel tappeto - forte di una tecnologia che porta la firma della Nasa - attraverso la compressione dell’aria, permette all’atleta di allenarsi con una riduzione del proprio peso corporeo pari all’80%, limitando sensibilmente l’impatto al suolo delle articolazioni. Un macchinario speciale e innovativo, utilizzato ormai dalla maggior parte dei club di Serie A per velocizzare i rientri dei propri tesserati. Dettaglio mica da poco, se consideriamo lo status tecnico che il brasiliano riveste nella rosa di Luciano Spalletti, costretto ultimamente a reinventare diversi interpreti pur di disegnare un assetto credibile. Basti pensare a quanto fatto con Koopmeiners, arretrato a sorpresa in difesa, dove dovrebbe tornare ad agire anche contro la Fiorentina. Stavolta, però, da centrale in un’ipotetica linea a 4, in attesa che i vari interpreti rientrino dai rispettivi infortuni e che la società si attivi sul mercato.

Napoli nel mirino

La Juventus, fin qui, ha scelto la via della cautela, con un programma studiato al dettaglio, che permetta a Bremer di mettersi alle spalle definitivamente i guai fisici che l’hanno tenuto lontano dal campo nelle ultime due stagioni. A un mese esatto dall’operazione al menisco, il brasiliano nei prossimi giorni inizierà ad intensificare i carichi di lavoro. La data cerchiata in rosso coincide con la trasferta di Napoli del 7 dicembre. Una missione alla portata, che però la Juventus proverà a portare a termine senza correre alcun rischio. Se le risposte di Bremer, infatti, saranno le stesse degli ultimi giorni, potrà sperare in una convocazione per la gara del Maradona. Viceversa, il rientro slitterebbe ad una delle partite successive tra Champions e campionato contro Pafos, Bologna, Roma o Pisa. Comunque, prima della fine dell’anno, al contrario dei primi prospetti all’insegna di uno scetticismo più che comprensibile, visti i tanti infortuni a cui è andato incontro da quando ha firmato per la Juventus.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Il recupero di Cabal e Kelly

Nel frattempo, prosegue l’iter di recupero di Cabal e Kelly, ancora a parte nella seduta di allenamento ieri. Il colombiano ha recuperato appieno dalla lesione di medio grado del bicipite femorale della coscia destra, rimediata nella gara di Champions contro il Villarreal. Ma anche nel suo caso - complice la sosta per le nazionali - l’equipe medica bianconera ha scelto di rallentarne il programma di recupero, per riconsegnarlo al 100% a Spalletti in vista dei prossimi impegni da qui a Natale. Fiducia anche per quanto riguarda le condizioni di Kelly, finito ko due settimane fa per un affaticamento al polpaccio. Salvo ricadute improvvise, i due centrali dovrebbero rientrare in gruppo all’inizio della prossima settimana, e tornare dunque arruolabili per la delicata trasferta di Firenze di sabato prossimo. 

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TORINO - Un passo alla volta, con pazienza, lì dove la gravità da condanna si fa promessa. Il suo ginocchio, martoriato da un menisco lesionato e dagli strascichi di un crociato che un anno fa ha fatto “crack”, ha chiesto tempo. E lui, per tornare a elevarsi, ha scelto di ripartire proprio da quella forza invisibile che tiene tutti ancorati al mondo. Così, nel silenzio della palestra bianconera, mentre fuori i compagni iniziano a provarsi il nuovo abito che Spalletti sta provando a cucirgli addosso - il 4-3-3 -, Gleison Bremer entra nel guscio trasparente del tapis roulant Alter G e corre in direzione del recupero.

Il recupero di Bremer

L’ennesimo. Sì, perché quel tappeto - forte di una tecnologia che porta la firma della Nasa - attraverso la compressione dell’aria, permette all’atleta di allenarsi con una riduzione del proprio peso corporeo pari all’80%, limitando sensibilmente l’impatto al suolo delle articolazioni. Un macchinario speciale e innovativo, utilizzato ormai dalla maggior parte dei club di Serie A per velocizzare i rientri dei propri tesserati. Dettaglio mica da poco, se consideriamo lo status tecnico che il brasiliano riveste nella rosa di Luciano Spalletti, costretto ultimamente a reinventare diversi interpreti pur di disegnare un assetto credibile. Basti pensare a quanto fatto con Koopmeiners, arretrato a sorpresa in difesa, dove dovrebbe tornare ad agire anche contro la Fiorentina. Stavolta, però, da centrale in un’ipotetica linea a 4, in attesa che i vari interpreti rientrino dai rispettivi infortuni e che la società si attivi sul mercato.

Napoli nel mirino

La Juventus, fin qui, ha scelto la via della cautela, con un programma studiato al dettaglio, che permetta a Bremer di mettersi alle spalle definitivamente i guai fisici che l’hanno tenuto lontano dal campo nelle ultime due stagioni. A un mese esatto dall’operazione al menisco, il brasiliano nei prossimi giorni inizierà ad intensificare i carichi di lavoro. La data cerchiata in rosso coincide con la trasferta di Napoli del 7 dicembre. Una missione alla portata, che però la Juventus proverà a portare a termine senza correre alcun rischio. Se le risposte di Bremer, infatti, saranno le stesse degli ultimi giorni, potrà sperare in una convocazione per la gara del Maradona. Viceversa, il rientro slitterebbe ad una delle partite successive tra Champions e campionato contro Pafos, Bologna, Roma o Pisa. Comunque, prima della fine dell’anno, al contrario dei primi prospetti all’insegna di uno scetticismo più che comprensibile, visti i tanti infortuni a cui è andato incontro da quando ha firmato per la Juventus.

 

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