Openda, obiettivo rilancio: perché Spalletti potrebbe schierarlo titolare contro la Fiorentina

Diversi fattori potrebbero spingere l'allenatore bianconero ad affidare il ruolo di prima punta al talento belga, tra i volti nuovi più criticati della squadra fino a questo momento

La sosta è arrivata nel momento giusto. Una finestra temporale preziosa, da sfruttare al meglio per proiettarsi verso una stagione che, di fatto, per la Juventus può dirsi appena cominciata. Sì, perché Spalletti, dopo il frullatore emotivo dei primi 10 giorni - in cui ha giusto stretto e allentato un bullone qua e là, in virtù di un calendario fittissimo - ora ha avuto il tempo per mettere a punto i primi dettami tattici. Per iniziare a plasmare davvero la sua Juventus. E se chi è rimasto alla Continassa ha potuto pregustare una fetta consistente del suo calcio, non è andata peggio ai vari profili sparsi in giro per il mondo con le rispettive nazionali. Realtà parallele, utili per staccare la spina e pigiare sul tasto “reset”, nella speranza di ritrovare certezze fisiche e emotive. Ma soprattutto, per scrollarsi definitivamente di dosso le angherie di un avvio stagionale in cui è successo tutto e il contrario di tutto. Ne sa qualcosa Lois Openda, il più criticato tra i volti nuovi dello spogliatoio bianconero. Non tanto per una mera questione di adattamento ai ritmi e alle intensità del nostro campionato - il belga, tutto sommato, quando chiamato in causa è parso pimpante e reattivo -, quanto più per via di un evidente appannamento tecnico.

Openda, la musica sembra destinata a cambiare

Che agisse da prima punta o alle spalle di uno tra Vlahovic o David, l’ex Lipsia è sempre sembrato un pesce fuori d’acqua. Inconcludente sotto porta, leggero nei contrasti e spesso fuori posto in fase di costruzione. Una delle tante vittime sacrificali delle continue rotazioni che Igor Tudor ha posto in essere dall’inizio della stagione, ridisegnando lo spartito del belga di gara in gara. Non proprio il migliore degli scenari per entrare nei meccanismi di un gruppo nuovo, in un contesto completamente diverso dalla Bundesliga. Specie se di professione fai il centravanti e sei abituato da anni a fare della continuità tattica il tuo pane quotidiano. Ora però la musica sembra destinata a cambiare. Dopo le prime esclusioni di Spalletti - che crede in lui ed è al lavoro per trovarne una collocazione nel suo 4-3-3 - contro la Fiorentina dovrebbe essere lui a guidare l’attacco della Juventus. Le condizioni fisiche di Vlahovic, rientrato in anticipo dal ritiro con la Serbia per un sovraccarico muscolare all’adduttore, impongono prudenza. Gli esami strumentali hanno escluso lesioni, ma Luciano non ha nessuna intenzione di forzarne il recupero. Anche perché martedì i bianconeri saranno impegnati a Bodo, in un campo che si è sempre rivelato fatale per le squadre italiane. Inevitabile, dunque, mettere in conto qualche rotazione.

Tutte le strade portano a Openda

Ed è difficile ipotizzare che sarà David a prendere il posto di Vlahovic: il canadese tornerà dagli Stati Uniti solo nella serata di mercoledì, per poi unirsi ai compagni - presumibilmente dopo un giorno di stop - nella seduta di venerdì. L’ultima rifinitura prima della partenza per Firenze. Insomma, tutte le strade portano a Openda. A lui il compito di sfruttare questa chance per trovare la prima rete in bianconero e interrompere un digiuno che va avanti dallo scorso 11 aprile. Non è ancora troppo tardi per riscrivere l’intro della sua avventura in bianconero...

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