
La Juventus subisce torti arbitrali (Verona, Lazio e Fiorentina per citarne tre a caso) e non parla. I suoi giocatori subiscono insulti e cori razzisti e non parla. Non prende posizione per difendere i suoi tesserati, neanche nell'immediato post partita. Vlahovic a Firenze vive un incubo tra il clamoroso rigore annullato dal Var trasformato in un fallo in attacco (senza che il Var stesso potesse intervenire) e viene tartassato dai soliti insulti beceri sulla sua nazionalità. Già gli è successo a Bergamo, sempre con la Juve, nella stagione 2022/2023: contro l'Atalanta gli urlano "zingaro", lui risponde con un gol e mentre esulta con il dito sopra la bocca per zittire gli idioti di turno l'immagine più desolante è quella di Doveri (sì, lo stesso dell'ultimo scempio al Franchi) che lo insegue per ammonirlo. Come lui, nell'ultima trasferta vittime anche Kostic e Zhegrova. Una situazione da medioevo che la Vecchia Signora non ha ancora condannato pubblicamente. Tutto questo essendo stata premiata più volte per l'impegno contro il razzismo e avendo creato contenuti come il podcast "Sulla Razza", proprio per sensibilizzare i tifosi e non solo sull'argomento.
Il silenzio Juve e l'urlo Real
Un silenzio assurdo nel momento del bisogno che lascia stizziti e che fa ancora più "rumore" se poi si guarda altrove. Magari in Spagna, dove il presidente del Real Madrid Florentino Perez si è esposto senza freni su diversi temi come il rapporto del Barcellona con gli arbitri citando il caso Negreira e ribadendo ancora una volta il successo della Superlega e dei Blancos in tribunale contro l'Uefa. "Da quando sono diventato presidente del Real Madrid nel 2000, ho lavorato affinché questo club continuasse a occupare il posto che merita, data la sua storia e ciò che rappresenta per milioni di persone. E l'ho fatto con una ferma convinzione nei valori che hanno guidato il nostro cammino e che sono i pilastri di tutto ciò che siamo riusciti a realizzare nei nostri 123 anni di storia. Tutto ciò che siamo è il risultato di duro lavoro, sacrificio, miglioramento costante, ricerca dell'eccellenza, umiltà, rispetto e solidarietà". Così Florentino ha aperto il suo discorso nell'Assemblea Generale dei Delegati 2025, tenuta davanti ai soci del club presso il padiglione di basket del Real. "Questo club è un esempio di come l'unità di tutti noi sia stata la base per vivere uno dei cicli vincenti più importanti della nostra storia", ha aggiunto.