Primi problemi in Nazionale
Erano nati con la Nazionale, ma eredità degli sforzi bianconeri. Già a Firenze aveva in fondo stretto i denti e sembrava averli messi alle spalle, poi a Bodo una smorfia di dolore durante il riscaldamento aveva messo staff tecnico e medico in allerta, a tal punto da considerarlo a rischio per il match contro il Cagliari. Il parere di Vlahovic? Lo si può immaginare. Come si può immaginare la difficoltà del momento, il dispiacere che ricalca le lacrime di sabato e si unisce allo sguardo della realizzazione all’uscita dal JMedical (dove si è ugualmente concesso ai tifosi), dopo meno di un’ora di controlli per la versione definitiva di quel che si è sospettato domenica e che al lunedì si è fatto più semplicemente un problema da affrontare. Inutile, invece, tornare su ciò che è stato, sulle possibilità di poter fare diversamente.
Vlahovic, la Juve e il nodo contratto
L’unico progetto diventa quello relativo al recupero, che metterà presto in standby tutto il resto. E non è poco. Perché parte dal nodo contratto, con l’appuntamento fissato per fine stagione con i vertici juventini, però ora chissà con quali carte da giocare. Del resto, ogni cosa è rimessa in discussione, a parte una: senza Dusan, sarà responsabilità corale prendere l’eredità, ma più di ogni altro è chiamato a rispondere il duo di attacco che avrebbe dovuto sostituirlo sin dall’inizio. Saranno giorni di verdetti, inevitabilmente. E saranno pure di chiarimenti: ci sarà una Juventus senza Vlahovic, anche se sembra difficile solamente immaginarla.
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