“Infortunio Vlahovic paragonabile a quelli subìti da De Bruyne e Lukaku. I tempi di recupero…”

Il presidente della Federazione Italiana Fisioterapisti interviene sul ko dell'attaccante bianconero

"Due o tre mesi passano", si è pronunciato così Luciano Spalletti in merito all'infortunio che ha colpito Dusan Vlahovic. "Lesione di alto grado della giunzione muscolo - tendinea dell’adduttore lungo di sinistra", questo il responso medico dello staff bianconero, un infortunio sul quale è intervenuto anche Riccardo Torquati, presidente della Federazione Italiana Fisioterapisti dello Sport e titolare dei centri Sport Health.

Come De Bruyne e Lukaku

Queste le sue parole: “L’infortunio di Vlahovic è paragonabile a quelli subìti da De Bruyne e Lukaku. I tempi di recupero possono andare dai 3 ai 5 mesi, in relazione all’esito chirurgico qualora il calciatore venisse operato, alla capacità di rigenerazione del tendine e, soprattutto, alla capacità di rielasticizzare il tessuto e non creare nuove lesioni o aderenze importanti che rallenterebbero i tempi di rientro”. “In questo caso parliamo dell’adduttore lungo sinistro, quindi della gamba che un giocatore mancino come lui utilizza principalmente per calciare. L’impressione è che possa trattarsi della tipica lesione da sovraccarico, sia per il gesto tecnico che ha compiuto al momento dell’infortunio, sia per il numero ravvicinato di competizioni e di allenamenti che ormai il calcio impone agli atleti. Tuttavia - aggiunge Torquati - solo lo staff della Juventus, altamente qualificato, può conoscere la situazione di Vlahovic nel dettaglio e gestirà sicuramente al meglio ogni step del percorso di recupero”.

L'aspetto emotivo

Secondo l’analisi del presidente della FIFS “lo stress a cui i giocatori sono sottoposti oggi è un fattore dominante. Va considerata poi la storia clinica di Vlahovic, che ha già subìto nel 2024 un infortunio importante al bicipite femorale, mentre un mese fa si è fermato per un affaticamento muscolare. Non c’è dubbio quindi che la gestione del riposo e del recupero sia il fattore che può mettere a rischio o preservare il calciatore da un infortunio”. Un altro aspetto che potrebbe incidere sugli infortuni riguarda la sfera emotiva. “Quando il calciatore emotivamente è sotto pressione per vari motivi o attraversa una fase di calo tende a infortunarsi più frequentemente. Quando invece ritrova sicurezza e stabilità, gli infortuni diminuiscono. In questo caso - conclude Torquati - Vlahovic sembrerebbe però non rientrare in questa dinamica, visto che dall’arrivo di Spalletti alla Juventus aveva trovato un maggiore minutaggio”.

 

 

 

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