© Juventus FC via Getty ImagesTORINO - Chiedeva una Juve bella e vincente. Annunciando una formazione adatta a farlo, a compiere la missione senza i soliti patemi d'animo. È filato tutto liscio, per Luciano Spalletti. Sicuramente soddisfatto del suo primo mese abbondante a Torino. Non soltanto per i risultati, certamente confortevoli. La crescita della squadra è lenta, ma costante. In ogni partita si mette un mattoncino in più. Le prestazioni migliorano, la produzione offensiva pure. E anche dopo lo shock dell'infortunio di Dusan Vlahovic la squadra non perde i riferimenti, anzi dimostra di poter sopperire a questa lacuna con le forze a disposizione. A cominciare da Kenan Yildiz, contro l'Udinese uomo ovunque dei padroni di casa, passando per Jonathan David: bel segnale la sua prova, anche senza aver preso possesso del tabellino. Ci sarebbe pure Lois Openda, entrato nel finale: annullato il gol del 3-0, ma intanto lì in area c'era. Sono elementi che servono a Spalletti anche per arrivare alla sfida di Napoli di domenica sera con le idee chiare. Per esempio, può vivere sereno con Teun Koopmeiners: sale in cattedra nel primo tempo in mezzo al campo, poi da quando si fa male Gatti torna dietro con la stessa disinvoltura. Ora ha fiducia e consapevolezza, grazie soprattutto al capolavoro motivazionale di Lucio, capace di far breccia nel suo cuore in pochissimo tempo.
Le parole di Spalletti dopo il 2-0 all'Udinese
Spalletti dopo il 2-0 all'Udinese può iniziare a pensare al Napoli. Con un pizzico di serenità in più rispetto ai battiti accelerati del finale col Cagliari: "Abbiamo giocato una discreta partita, quando si affrontano squadre come l'Udinese il pericolo è sempre dietro l'angolo se perdi palla. L'abbiamo fatta girare bene, potevamo gestire meglio alcune situazioni. Bisogna essere veloci e cattivi: il leone vero mette tutta la sua forza anche contro il topolino. Col rigore l'abbiamo messa in sicurezza, sì, ma il rischio era quello di subire un episodio e andare in affanno. Di giorno in giorno negli allenamenti sto vedendo dei progressi: giochiamo un calcio sempre migliore, siamo sulla buona strada. Noi dobbiamo gestire le partite". Poi Spalletti analizza il momento di David e Openda: "Due attaccanti centrali, se parli con loro dicono che il loro meglio è in quella piazzola lì. Uno è relazionale, bravo tecnicamente, perché quando viene incontro sa metterla coi giri contati, si muove benissimo in area, quando la squadra costringe a una difesa bassa gli avversari, dentro mette tutto se stesso. Poi l’impatto fisico ce l’ha per quella che è la sua forza. Openda invece è molto bravo ad attaccare la profondità, ha bisogno di quello, si compensano e possono giocare insieme. Ci fa piacere che siano entrambi in buone condizioni".
Spalletti sul ritorno al Maradona e la sfida al Napoli
Sul ritorno a Napoli, invece, lo sguardo si fa più dolce e la testa inizia a vagare persino tra i ricordi. Poi è un attimo. E il tecnico torna a spiegare, stavolta senza mezzi termini: "Sarà un'emozione incandescente: ho molti amici, tanti bambini che mi aspettano, non conterà come verrò accolto ma solo il mio sentimento nei loro confronti". Non è un invito, è un dato di fatto, e solamente esplicitato.
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