Vlahovic, c'è una cosa che ha colpito la dirigenza Juve. E cosa può cambiare tra futuro e rinnovo

L'intervento a Londra e subito l'iter per il recupero: il rientro è fissato per la primavera. I compagni e Spalletti si sono stretti attorno al bomber serbo
Vlahovic, c'è una cosa che ha colpito la dirigenza Juve. E cosa può cambiare tra futuro e rinnovo

TORINO - Sono stati giorni di messaggi, chiamate, scambi, battute - si deve pur stemperare la tensione -, dubbi e preoccupazioni. Però mai di solitudine. Dusan Vlahovic ha affrontato l’intervento di ieri con la consapevolezza ancor più forte di quanto grande e importante sia il traguardo da raggiungere, quel che c’è al di là dell’infortunio: una Juventus da accompagnare. Nel rush finale. E perciò all’obiettivo. Ha lasciato i compagni proprio quando era sembrato finalmente in grado di tenerli per mano, di reggere il peso di doverli trascinare. Peccando di generosità, forse. Di disponibilità, di sicuro. Del resto, DV9 si è fermato solamente quando il corpo l’ha costretto: poco più di mezz’ora con il Cagliari e poi le mani al cielo, quindi al volto.

Le lacrime e la consapevolezza, prima del referto: lesione di alto grado della giunzione muscolo - tendinea dell’adduttore lungo di sinistra. Che vuol dire: tanti saluti all’inverno e arrivederci in primavera. Un letargo forzato. Che per Vlahovic è stato un colpo durissimo da digerire, come da reazione immediata e come da realizzazione successiva, da smaltire tanto quanto il ko.

La Juve aspetta Vlahovic per il finale di stagione

Per questo, in particolare dai compagni, si è levato un coro di supporto nei suoi confronti. Fa più o meno così: la stagione non è finita, c’è un grande finale da affrontare e da farlo insieme. Tutti sono consapevoli che senza la punta serba sarà molto più complicato scalare la montagna del quarto posto, ma allo stesso tempo c’è la certezza - n’è ulteriore prova la classifica - di quanto i giochi saranno aperti fino alla fine, un po’ come da motto. E a questo deve aggrapparsi, Dusan. Per prendere forza, per spingere più forte, per tornare all’altezza del giocatore visto nelle ultime partite, quando per la prima volta era parso veramente imprenscindibile per questa Juventus.

In bocca al lupo a chi dovrà sostituirlo, David oppure Openda, o i due insieme, o magari Yildiz falso nove. Non sarà lo stesso. Per caratteristiche, chiaramente. E in generale per il timore che sa generare Vlahovic negli avversari. A quello si affidava tanto, invece, Luciano Spalletti, da cui DV9 ha raccolto uno dei segnali più belli, uno dei messaggi che dà più fiducia: ti aspettiamo. E ti aspettiamo per vincere, ovviamente. Il più possibile. Il massimo dell’ambizione.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Vlahovic e il nodo rinnovo con la Juve

Raccolta e condivisa dall’attaccante, il cui futuro resta l’unico nodo che adesso, soprattutto adesso, non potrà sciogliere. L’appuntamento resta incastrato nelle ultime settimane della stagione, prima però dovrà essere trovato un terreno fertile per avviare la discussione, per capire se i discorsi saranno possibilisti oppure esclusivamente d’addio. Per quanto difficile sia la prima ipotesi, c’è una parte di Dusan che non ha mai smesso di crederci, e desiderosa di puntare su questo status finalmente conquistato per avere più voce in capitolo, per dimostrare quanto la Juve abbia bisogno di lui e dei suoi gol, ma anche del carisma e della guida.

L'effetto Vlahovic

Ecco, su quest’ultima: l’effetto avuto sui compagni è un elemento che ha colpito non poco il management juventino, così com’è stato percepito l’impatto della sua assenza, il grado di preoccupazione generato da uno stop che dovrà essere assorbito innanzitutto dalla squadra, abituata nelle ultime settimane ad appoggiarsi tanto al nove, sia in campo che fuori. Se il futuro sarà un discorso di numeri - e i numeri sono freddi, sono gol e incidenza, sono milioni da contare e (necessariamente) da far rientrare -, la riabilitazione può farsi un discorso quasi corale. Vlahovic inizia la fase di recupero e la Juventus dà il via a una parte senza Dusan, quella in cui dovrà abituarsi a nuovi movimenti, altri punti di riferimento, diverse opportunità e un’incerta (per ora) continuità. Una prova generale dalla durata di quattordici settimane: chiariranno l’incidenza del serbo, prima del rush finale. Per cui l’appuntamento è stato già fissato.

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TORINO - Sono stati giorni di messaggi, chiamate, scambi, battute - si deve pur stemperare la tensione -, dubbi e preoccupazioni. Però mai di solitudine. Dusan Vlahovic ha affrontato l’intervento di ieri con la consapevolezza ancor più forte di quanto grande e importante sia il traguardo da raggiungere, quel che c’è al di là dell’infortunio: una Juventus da accompagnare. Nel rush finale. E perciò all’obiettivo. Ha lasciato i compagni proprio quando era sembrato finalmente in grado di tenerli per mano, di reggere il peso di doverli trascinare. Peccando di generosità, forse. Di disponibilità, di sicuro. Del resto, DV9 si è fermato solamente quando il corpo l’ha costretto: poco più di mezz’ora con il Cagliari e poi le mani al cielo, quindi al volto.

Le lacrime e la consapevolezza, prima del referto: lesione di alto grado della giunzione muscolo - tendinea dell’adduttore lungo di sinistra. Che vuol dire: tanti saluti all’inverno e arrivederci in primavera. Un letargo forzato. Che per Vlahovic è stato un colpo durissimo da digerire, come da reazione immediata e come da realizzazione successiva, da smaltire tanto quanto il ko.

La Juve aspetta Vlahovic per il finale di stagione

Per questo, in particolare dai compagni, si è levato un coro di supporto nei suoi confronti. Fa più o meno così: la stagione non è finita, c’è un grande finale da affrontare e da farlo insieme. Tutti sono consapevoli che senza la punta serba sarà molto più complicato scalare la montagna del quarto posto, ma allo stesso tempo c’è la certezza - n’è ulteriore prova la classifica - di quanto i giochi saranno aperti fino alla fine, un po’ come da motto. E a questo deve aggrapparsi, Dusan. Per prendere forza, per spingere più forte, per tornare all’altezza del giocatore visto nelle ultime partite, quando per la prima volta era parso veramente imprenscindibile per questa Juventus.

In bocca al lupo a chi dovrà sostituirlo, David oppure Openda, o i due insieme, o magari Yildiz falso nove. Non sarà lo stesso. Per caratteristiche, chiaramente. E in generale per il timore che sa generare Vlahovic negli avversari. A quello si affidava tanto, invece, Luciano Spalletti, da cui DV9 ha raccolto uno dei segnali più belli, uno dei messaggi che dà più fiducia: ti aspettiamo. E ti aspettiamo per vincere, ovviamente. Il più possibile. Il massimo dell’ambizione.

 

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