Conceicao meravigliao anche senza gol: perché per Spalletti è comunque fondamentale

Il portoghese non ha numeri esaltatanti sotto porta, ma è riuscito comunque a scalare le gerarchie dell'allenatore di Certaldo

Ogni pensiero, ogni mossa, tutto è finalizzato ad avere un vantaggio, fosse anche minimo, nei confronti dell’avversario. Una lunga partita a scacchi cominciata già da giorni con Spalletti e Conte seduti alle due estremità del tavolo e le rose di Juventus e Napoli disposte in ordine sullo scacchiere; un cronometro che detta il ritmo più che imporre ansia e che si farà ancor più rumoroso nel fischio d’inizio del match e nel conseguente boato del Maradona. Il tecnico di Certaldo ha già cominciato a muovere le proprie pedine. La decisione di partire solo domenica, la mattina della partita, per evitare ogni tipo di distrazione e fastidio notturno, per evitare che l’attenzione su di sé possa trasferire energia negativa anche alla sua squadra. Parallelamente, sul prato del campo d’allenamento della Continassa chiede ai suoi di sentire quel rumore lì, quello invocato fin dalla prima conferenza stampa, quello del pallone che viaggia veloce ed è sinonimo di un possesso consapevole, tecnicamente valido, tatticamente utile a far sì che gli avversari non abbiano il tempo di arroccarsi.

Scalpita Conceicao

Al di là di programmare agende e viaggi, per Spalletti e il suo staff è anche tempo di abbozzare un’idea di formazione, quella che ai calciatori verrà – come accade di consueto, per tenerli tutti sul pezzo -, comunicata solo una manciata di ore prima della partita. In particolar modo, la questione sospesa nell’aria come la nebbia che avvolge le campagne e qualche volta si affaccia sorniona fino in città: come colpire un Napoli decimato dagli infortuni? Prima di tutto l’atteggiamento: nessun timore reverenziale e la necessità di non presentarsi al Maradona come vittima sacrificale ma, anzi, come squadra che vuole tornare ad avere l’aggettivo “grande” ad accompagnarla. E poi le scelte, quelle che devono portare qualità e saper trasformare il prevedibile in imprevedibile. Compito, questo, soprattutto di chi stazionerà sulla linea di trequarti. Da una parte Yildiz che è chiamato a dare continuità alle ultime prestazioni positive. Dall’altra si candida, al solito posto sul centro destra, Francisco Conceiçao. Che sì, è vero, ogni tanto mancherà pure di quel cinismo e di quella freddezza che negli ultimi metri può fare tutta la differenza del mondo.

I numeri di 'Chico'

Ma è altrettanto vero che agli spunti del portoghese spesso si aggrappa buona parte della manovra offensiva bianconera, mentre le difese si scombinano e cambiano forma, come pongo, per arginarlo e stargli dietro. Ma sarebbe limitante accendere i riflettori unicamente sull’apporto in attacco di “Chico”, perché se il portoghese trova spazio anche con Spalletti è per la capacità di sacrificarsi e dare una mano anche in ripiegamento. Qualità che vengono sottolineate dai numeri: Conceiçao è il primo attaccante della Juventus per tackle totali (10), per tackle vinti (6) e per blocchi difensivi (7). In tutto questo si aggiungano i 36 palloni recuperati per una media a partita che raggiunge i 2,8. Mica male.

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