Pagina 2 | Tacconi a valanga sulla Juve: "Stato confusionale, surclassata. E Di Gregorio si vede che ha paura"

Continua il tabù Maradona per la Juve: i bianconeri, infatti, incassano la settima sconfitta consecutiva nell'impianto di Fuorigrotta. Il ritorno a Napoli di Luciano Spalletti è dunque amaro: una doppietta di Hojlund regala infatti i tre punti e la vetta della classifica agli azzurri di Antonio Conte. Inutile per gli ospiti il momentaneo 1-1 di Kenan Yildiz, poi tolto dal campo dal tecnico di Certaldo. Con l'uscita del turco, unico vero pericolo per la retroguardia partenopea, si spegne la luce e la Signora cade a picco.

Tacconi sul momento della Juve

"La Juve è in uno stato confusionale, i risultati non arrivano - commenta ai microfoni di Radio Anch'io Sport su Rai Radio 1 Stefano Tacconi -. Si era partiti molto bene, ma i problemi sono arrivati dopo. L'infortunio di Bremer è costato caro. Su 15 partite che ho visto, ad eccezione di Juve-Inter 4-3 sono state tutte fallimentari". L'ex portiere, poi, rincara la dose: "Spalletti era partito bene, si era intravista qualche miglioramento nell'organizzazione. Siamo ricaduti negli stessi errori di sempre. Vuol dire che i giocatori sono stati scelti male. La Juve ieri è stata surclassata dal Napoli sotto tutti i punti di vista, ha fatto una bruttissima partita. Senza mordente, carattere, personalità".

 

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Tacconi su Di Gregorio e Intercontinentale

Tacconi non risparmia le critiche nemmeno a Michele Di Gregorio: "Lo vedo molto intimorito. Non so se è l'effetto dello stadio della Juve oppure la maglia bianconera un po' pesante. Lo vedo un po' impaurito. Sicuramente non è tranquillo, dovrà essere aiutato dai suoi compagni. Oggi il portiere deve essere molto propositivo. E cambiato l'atteggiamento del portiere. Ora lo mettono molto più in difficoltà, ai tempi nostri era molto più semplice prendere la palla coi mani. Il portiere deve essere protagonista, è il pilastro della squadra: ricordo quando Boniperti diceva 'basta avere un portiere, un centrocampista e un attaccante e ho tutto'"

Esattamente 40 anni fa, 8 dicembre 1985, la Juve vinceva la Coppa Intercontinentale battendo l'Argentinos Juniors ai rigori, con l'ex numero uno assoluto protagonista avendo neutralizzato i tiri dal dischetto di Batista e Pavoni"Devo tornare un po' indietro nel tempo, quando vedevo le partite in bianco e nero delle finali intercontinentali di Milan e Inter. Già li avevo capito cosa volevo: arrivare a certi traguardi ed essere anche protagonista è il massimo, il sogno di tanti bambini", ricorda Stefano Tacconi, che poi parla anche delle possibilità di vedere l'Italia al prossimo Mondiale: "Sono cambiate un po' tante cose. Dopo la Macedonia del Nord ho poca fiducia". 

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De Napoli sulla lotta scudetto

"Spalletti ha ragione, devono correre di più. Ieri il Napoli ha fatto una partita straordinaria, come una settimana prima a Roma. Corrono su tutti i palloni, arrivano sempre per primi. La Juve deve migliorare. Il Napoli ha meritato la vittoria. La squadra c'è e lavora come vuole l'allenatore. Ieri ho visto una squadra in grande forma, nonostante gli infortuni. Complimenti a Conte". Questo invece il commento di Nando De Napoli, protagonista dei primi due scudetti dei partenopei, anche lui ospite di Radio Anch'io Sport su Rai Radio 1, sulla partita di ieri al Maradona.

Per quanto riguarda la corsa al titolo spiega: "Il Milan non ha le coppe ed è importante, ha più tempo per preparare le partite - dichiara l'ex rossonero -. Con Napoli e Inter, è una delle favorite per lo scudetto. Allegri ha detto che gli manca Gimenez, sono d'accordo con lui. Può lottare fino alla fine. Cosa ha il Napoli più di Milan e Inter? L'allenatore. Conte ha lo spirito del centrocampista, come Oriali al suo fianco. Non mollano, hanno questa mentalità. Poi difendono benissimo, lo si è visto anche ieri, si aiutano tanto a vicenda. Conte ha una marcia in più". Poi una battuta sulla Nazionale: "Dobbiamo stare vicino a Gattuso e a questi ragazzi, non è pensabile saltare il Mondiale per la terza volta di fila. Mi auguro sia la volta buona, dobbiamo fare tutti il tifo per gli azzurri".

 

 

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Tacconi su Di Gregorio e Intercontinentale

Tacconi non risparmia le critiche nemmeno a Michele Di Gregorio: "Lo vedo molto intimorito. Non so se è l'effetto dello stadio della Juve oppure la maglia bianconera un po' pesante. Lo vedo un po' impaurito. Sicuramente non è tranquillo, dovrà essere aiutato dai suoi compagni. Oggi il portiere deve essere molto propositivo. E cambiato l'atteggiamento del portiere. Ora lo mettono molto più in difficoltà, ai tempi nostri era molto più semplice prendere la palla coi mani. Il portiere deve essere protagonista, è il pilastro della squadra: ricordo quando Boniperti diceva 'basta avere un portiere, un centrocampista e un attaccante e ho tutto'"

Esattamente 40 anni fa, 8 dicembre 1985, la Juve vinceva la Coppa Intercontinentale battendo l'Argentinos Juniors ai rigori, con l'ex numero uno assoluto protagonista avendo neutralizzato i tiri dal dischetto di Batista e Pavoni"Devo tornare un po' indietro nel tempo, quando vedevo le partite in bianco e nero delle finali intercontinentali di Milan e Inter. Già li avevo capito cosa volevo: arrivare a certi traguardi ed essere anche protagonista è il massimo, il sogno di tanti bambini", ricorda Stefano Tacconi, che poi parla anche delle possibilità di vedere l'Italia al prossimo Mondiale: "Sono cambiate un po' tante cose. Dopo la Macedonia del Nord ho poca fiducia". 

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