"Yildiz è la tradizione del talento"
L'argomento poi si sposta su Yildiz. Bucciantini: "Anche quella è tradizione. La tradizione del talento, di un giocatore che ha un dialogo diverso con tutto l'ambiente, che è quella fiammella accesa quando è tutto spento. La tradizione è trasmettere e la Juventus ha sempre avuto un qualcosa di superiore, almeno un giocatore da trasmettere. Questo ragazzo ha fatto un paio di cose eccezionali". Marchegiani è più cauto: "Io voglio essere un po' più prudente perché credo che siamo arrivati a questa partita come se fosse una squadra allo sbando, dove si son sbagliati gli ultimi tre mercati, dove non si capiva che senso avessero alcune scelte dell'allenatore... Con il Bologna è stata un'ottima partita sia a livello di compiti generali e sia individuali. La posizione di Yildiz mi piace perché è libero di andarsi a cercare gli spazi, è un riferimento che parte un po' decentrato sulla sinistra poi arriva verso il centro. Secondo me la squadra è messa bene, ha avuto l'atteggiamento giusto ma aspetterei a dire che tutti i problemi della Juve siano risolti dopo questa partita".
Nascondere i difetti
Qui Marocchi spiega il concetto: "I difetti sappiamo quali sono, ma se metti questa intensità puoi far sì che la gente possa vedere più i pregi e a nascondere i difetti. Se passi la palla a Yildiz le cose le nascondi. Lui deve studiarsi un po' la storia di Del Piero perché nasce con Lippi, giocava con tre attaccanti e lui tornava spesso a difendere ma ha capito che la cosa più importante fosse fare gol, quindi lo vedevi meno nella metà campo a difendere e con la sua qualità ha iniziato a segnare. In questo momento Yildiz è perfetto per Spalletti perché fa tutto, ma deve essere un po' più decisivo in avanti e magari aiutare meno in difesa". Chiude Bucciantini: "Il problema della Juve è stato il centravanti. Spalletti non era contento della prestazione di David. Anche dall'altra parte Dallinga non è andato bene".