Pagina 3 | "Boiata assurda", "Regole che non ci sono" e la Juve che "con Yildiz nasconde": l'analisi a Sky

La Juve vince e convince contro il Bologna, soprattutto sul piano dell'atteggiamento e della voglia di voler conquistare a tutti i costi la vittoria. Tre punti pesanti e su un campo difficile per bianconeri che ora tornano vicinissimi al quarto posto. La classifica inizia a delinearsi in vetta ma non c'è possibilità di sedersi perché, giornata dopo giornata, può succedere di tutto. L'1-0 al Dall'Ara può essere la spinta al morale per Spalletti e i suoi ragazzi per iniziare a dare una spinta diversa da qui in poi. Questo il tema su cui nasce il dibattito a Sky Club con Caressa e i suoi ospiti. 

L'analisi di Bologna-Juve

E si inizia proprio da Marocchi nell'analisi della partita: "Per 95' mai vista così la Juventus. Poi c'è sempre il solito discorso che un po' di qualità in più non guasterebbe. Il solito, meraviglioso Yildiz, e alla fine supera il Bologna che poteva essere stanco ma l'ha costretta ad andare forte". Per Bergomi invece: "La Juve bene sin dall'inizio. Nel gioco degli accoppiamenti, uomo su uomo che vanno a ricercare tutti, ha messo in difficoltà il Bologna che è maestro in questo e invece faceva fatica e vincevano i duelli. Non riuscivano a tenere su il pallone, mentre la Juve in avanti con Yildiz, Conceicao e la posizione di David, l'entrata di McKennie dentro al campo... Il Bologna ha faticato a capire questi movimenti e solo per caso non è arrivato prima il gol: una volta il fuorigioco, la spinta di Lucumì, altre situazioni e poi l'ha sbloccata nel secondo tempo. Vittoria meritata questa per la Juventus".

Marchegiani e la differeza tra Bologna e Juve

E Marchegiani spiega: "Openda bene quando è entrato, mentre David si è dato molto da fare e ha giocato la partita più complicata perché nel primo tempo il Bologna ha provato a fare la partita. È mancato il centrocampo del Bologna, non ha fatto quel che fa solitamente: Ferguson sottotono, Pobega tanto dinamismo ma un po' fuori dalla qualità del gioco della squadra. Ha calciato diverse volte in porta nella prima frazione, anche la traversa di Zortea. La Juve, però, quando ripartiva trovava sempre spazio e ha avuto qualche occasione: è mancato l'ultimo passaggio, qualche movimento mancato di David... Nel complesso la Juve bene e nel secondo tempo ha legittimato il risultato".

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Elkann e il senso d'appartenza Juve

Discorso diverso per Bucciantini che va a legarsi alle parole di Elkann in settimana: "Possono aver inciso sul morale. Davanti a un'offerta grossa ma insufficiente, questo ha un senso di appartenenza. La prima volta che vedo una squadra coraggiosa con la voglia di voler vincere. La volontà è un'impronta che resta nella partita, l'hanno vinta ed è la notizia più importante, alla fine di una settimana importantissima. Ora si guarda la classifica ed è un punto d'avvio di qualcosa, adesso davanti hanno l'obiettivo e non più quella giungla che avevano. Può essere la vittoria costitutiva di Spalletti"

Marocchi e l'identità bianconera

Anche Marocchi si esprime sul concetto: "Ogni squadra ha la propria identità. Io sono stato lì un po' di anni e la percezione di far parte della famiglia Agnelli l'avevi, questo ti spingeva a farsì ch l'unica cosa a contare fosse la vittoria perché quello voleva dire la Juve. Il marchio di fabbrica è sempre stato sempre quello di arrivare alla vittoria. Sentire la presenza della famiglia è fondamentale". E lo chiude Caressa: "Lo abbiamo detto tante volte. La Juve doveva ritrovare il suo dna e contro il Bologna l'abbiamo vista decisa nel voler andare a vincere". E Bergomi sottolinea: "Questo senso di appartenenza per me è importante. Lo sentono i tifosi, i giocatori e tutto lo staff, secondo me quelle di Elkann sono state parole importanti"

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"Yildiz è la tradizione del talento"

L'argomento poi si sposta su Yildiz. Bucciantini: "Anche quella è tradizione. La tradizione del talento, di un giocatore che ha un dialogo diverso con tutto l'ambiente, che è quella fiammella accesa quando è tutto spento. La tradizione è trasmettere e la Juventus ha sempre avuto un qualcosa di superiore, almeno un giocatore da trasmettere. Questo ragazzo ha fatto un paio di cose eccezionali". Marchegiani è più cauto: "Io voglio essere un po' più prudente perché credo che siamo arrivati a questa partita come se fosse una squadra allo sbando, dove si son sbagliati gli ultimi tre mercati, dove non si capiva che senso avessero alcune scelte dell'allenatore... Con il Bologna è stata un'ottima partita sia a livello di compiti generali e sia individuali. La posizione di Yildiz mi piace perché è libero di andarsi a cercare gli spazi, è un riferimento che parte un po' decentrato sulla sinistra poi arriva verso il centro. Secondo me la squadra è messa bene, ha avuto l'atteggiamento giusto ma aspetterei a dire che tutti i problemi della Juve siano risolti dopo questa partita".

Nascondere i difetti

Qui Marocchi spiega il concetto: "I difetti sappiamo quali sono, ma se metti questa intensità puoi far sì che la gente possa vedere più i pregi e a nascondere i difetti. Se passi la palla a Yildiz le cose le nascondi. Lui deve studiarsi un po' la storia di Del Piero perché nasce con Lippi, giocava con tre attaccanti e lui tornava spesso a difendere ma ha capito che la cosa più importante fosse fare gol, quindi lo vedevi meno nella metà campo a difendere e con la sua qualità ha iniziato a segnare. In questo momento Yildiz è perfetto per Spalletti perché fa tutto, ma deve essere un po' più decisivo in avanti e magari aiutare meno in difesa". Chiude Bucciantini: "Il problema della Juve è stato il centravanti. Spalletti non era contento della prestazione di David. Anche dall'altra parte Dallinga non è andato bene".

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Il rientro di Bremer e la posizione di Koopmeiners

E sul rientro di Bremer si apre il dibattito anche sulla posizione di Koopmeiners, Bergomi la vede così: "Non lo so. Con una linea a quattro penso possa giocare più avanti. Difesa a quattro? Se Bremer è in condizione... conoscendo Luciano, la palla esce bene con lui da dietro, difficile pensare ora a quel che potrebbe fare". Per Marchegiani: "Koopmeiners centrale a quattro? No dai. Tutto può succedere ma le cose sono due: uno che Spalletti vuole, proprio per le difficoltà del centrocampo con poche geometrie, difensori centrali in grado di far uscire bene il pallone. Questo è il motivo per cui sta facendo giocare Koopmeiners in quella posizione. Io non so se con Bremer in campo Kelly possa fare quello che fa Koopmeiners a sinistra...".

"Mai senza McKennie"

Bergomi sottolinea: "Giocare senza McKennie mai. È troppo importante perché è una giocatore con grande dinamismo e all'interno della partita fa più cose. Con tutti gli allenatori ha sempre giocato". A chiudere l'argomento è Marocchi: "Devi trovare il giusto compromesso tra togliere un difensore e non avere troppa qualità dietro, anche se Kalulu ha qualità per giocare da dietro perché alza la testa e guarda avanti, a sinistra c'è Cambiaso e a far arrivare la palla veloce in mezzo al campo. A Bremer gli puoi chiedere di marcare ma non di impostare"

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David-Lucumì e il rigore Juve

Sull'episodio contestato dalla Juve nel primo tempo Marchegiani dice la sua: "La spinta non si può dare soprattutto nel momento in cui si prepara ad andare a calciare. La spinta con una mano non è fallo mentre con due sì...Ma se uno è avanti a me, sta per calciare e io lo spingo per me è fallo". E qui si accende il dibattito con Caressa che chiede: "Ma da quando è cambiata questa regola? Cosa vuol dire? Rocchi può dire agli arbitri di fare attenzione a quando fate le valutazioni di questi episodi e dire ' quando è con due mani è sempre rigore, con una valutate l'entità'. Io impazzisco perché poi il caos arriva da questo. Rocchi dà indicazioni, a volte le dice anche, ed è come se diventassero nuove regole ma non ci stanno. La spinta non si può dare a pallone". Marocchi sottolinea: "È una boiata assurda". Bucciantini chiosa: "Massa non la può valutare bene dalla sua posizione e qui serviva l'intervento del Var per fargliela vedere meglio".

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"Yildiz è la tradizione del talento"

L'argomento poi si sposta su Yildiz. Bucciantini: "Anche quella è tradizione. La tradizione del talento, di un giocatore che ha un dialogo diverso con tutto l'ambiente, che è quella fiammella accesa quando è tutto spento. La tradizione è trasmettere e la Juventus ha sempre avuto un qualcosa di superiore, almeno un giocatore da trasmettere. Questo ragazzo ha fatto un paio di cose eccezionali". Marchegiani è più cauto: "Io voglio essere un po' più prudente perché credo che siamo arrivati a questa partita come se fosse una squadra allo sbando, dove si son sbagliati gli ultimi tre mercati, dove non si capiva che senso avessero alcune scelte dell'allenatore... Con il Bologna è stata un'ottima partita sia a livello di compiti generali e sia individuali. La posizione di Yildiz mi piace perché è libero di andarsi a cercare gli spazi, è un riferimento che parte un po' decentrato sulla sinistra poi arriva verso il centro. Secondo me la squadra è messa bene, ha avuto l'atteggiamento giusto ma aspetterei a dire che tutti i problemi della Juve siano risolti dopo questa partita".

Nascondere i difetti

Qui Marocchi spiega il concetto: "I difetti sappiamo quali sono, ma se metti questa intensità puoi far sì che la gente possa vedere più i pregi e a nascondere i difetti. Se passi la palla a Yildiz le cose le nascondi. Lui deve studiarsi un po' la storia di Del Piero perché nasce con Lippi, giocava con tre attaccanti e lui tornava spesso a difendere ma ha capito che la cosa più importante fosse fare gol, quindi lo vedevi meno nella metà campo a difendere e con la sua qualità ha iniziato a segnare. In questo momento Yildiz è perfetto per Spalletti perché fa tutto, ma deve essere un po' più decisivo in avanti e magari aiutare meno in difesa". Chiude Bucciantini: "Il problema della Juve è stato il centravanti. Spalletti non era contento della prestazione di David. Anche dall'altra parte Dallinga non è andato bene".

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