Spalletti e i videini, "È partita la chiamata alle armi": in conferenza si accende Juve-Cremonese

Il tecnico bianconero risponde alle provocazioni e fa quadrato attorno ai bianconeri: "Ho quattro persone che lavorano per riferirmi cosa si dice"

Dopo la vittoria netta contro il Sassuolo, la Juventus si prepara a sfidare la Cremonese (qui la probabile formazione), match in programma lunedì 12 gennaio alle 20:45. I bianconeri sono al momento fuori dalla zona Champions League e vorranno vincere a tutti i costi per avvicinarsi alla testa della classifica. Per farlo dovranno battere la squadra allenata da Davide Nicola, che sta vivendo un momento di forma non entusiasmante, reduce da due pareggi e tre sconfitte nelle ultime cinque partite giocate. L'ultima vittoria risale infatti alla sfida contro il Lecce dello scorso 7 dicembre. Alla vigilia della partita l'allenatore della Vecchia Signora, Luciano Spalletti, ha presentato il match in conferenza stampa e ha toccato tanti temi, facendo chiarezza anche sulla questione dei videini.

Juventus, la conferenza stampa di Spalletti

"Secondo me siamo cresciuti in molte cose, ma ce ne sono altre che dobbiamo andare ad acchiappare. Cose che fanno parte del calcio attuale. La riconquista veloce della palla persa ti dà sicurezza e ti permette di ricominciare l'azione dal posto che l'avresti finita. Dentro queste continue pressioni capitano più duelli e seconde palle e avere il calciatore che sa gestirle è come se facesse un tiro in porta o dribbling" - ha spiegato Spalletti in conferenza. Poi ha proseguito: "Parallelismi con il mio primo anno al Napoli? Non è abbinabile a quella sensazione, ma al modo di lavorare e di essere. Io voglio bene a questo sport, mi piace moltissimo e mi emoziona. Noi dobbiamo essere umili e senza timori a portare sempre la squadra nella metà campo avversaria e ora dovremo essere bravi a farlo anche con la Cremonese, contro un allenatore capace come Nicola, che dà l'impressione che conosce molto bene la Serie A. Sa benissimo come sfruttare i momenti della partita che per altri sono normali, mentre lui ci trova qualcosa di eccezionale. Per questo ha fatto bene quasi da tutte le parti dove ha allenato".

"Dobbiamo fare come in Formula 1"

"Giocare di lunedì ci permette di vedere le altre partite. Per nessuno è facile vincere e spesso si sono persi dei punti per questi ragionamenti. Pensare che ci siano partite che puoi vincere più facilmente è un concetto che ti frega, così come pensare che se fai bene queste hai la strada spianata. Le insidie ci sono sempre, ora ritorneranno anche le competizioni europee e la Coppa Italia. Bisognerà rimanere sempre con il pin acceso, perché appena abbassi il livello puoi prendere contro squadre con un grande potenziale. Ora dobbiamo ripeterci e siamo sempre noi a dover andare verso la vittoria, la vittoria verso di noi non ci viene mai. Dobbiamo essere sempre noi a fare la prima mossa. Ci sono fasi in cui siamo belli elettrizzati e momenti in cui siamo più spenti" - ha detto Spalletti. Se mi sento pieno di vita e di calcio? Questo è il piacere di questo lavoro, soprattutto quando ottieni risultati. Ma dipende sempre dalla qualità dei giocatori, sono loro che fanno la differenza. Io ho sempre ripetuto che credevo nei mei calciatori, che sono umili e sanno fare squadra, una qualità fondamentale. L'individualità viene fuori dentro la squadra. Diventa fondamentale continuare così. Ora si vedrà se saremo bravi a mantenere questo ritmo e livello. Dobbiamo fare un po' come la Ferrari nella Formula 1 e quindi usare il campo fino ai cordoli, ogni tanto non sappiamo usarlo tutto il campo. Quindi fare le rotazioni in tutti i metri quadrati del campo".

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

David e i videini, Spalletti fa chiarezza

Spalleti ha poi parlato di David: "Serata di Sassuolo può essere iniezione di fiducia, ha fatto una grande partita. Ora mi aspetto che continui a crescere, lui è un calciatore che ti crea dei vuoti come nel gol di Miretti, perché crea superiorità in altre parti del campo. Domani gli si ridarà fiducia, tanto a voi serviva sapere se giocherà o no". Sulla storia dei videini e la risposta di Sabatini: "Mi è sembrato eccessivo quello che è venuto fuori, ho solo risposto a quelli che hanno detto che manca una gestione da parte di chi deve decidere cosa fare. A volte per capire certe situazioni bisognerebbe essere addetti ai lavori e aver vissuto queste esperienze. Alcune volte si ha l'impressione che si voglia andare oltre il commento del campo. Per quanto riguarda le conferenze ho quattro professionisti che mi fanno la sintesi di tutto quello che avviene. Non è che io mi alzo e decido di andare contro qualcuno che mi sta antipatico. Vengono ripetute cose non bellissime da ricevere... poi vedo che vengono chiamati alle armi tutti. Io non volevo questo. Mio fratello mi diceva sempre che solo dicendo quello che pensi puoi creare presupposti per un reale chiarimento".

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La risposta ad Allegri e la quota scudetto

L'allenatore della Juve ha poi risposto anche all'analisi di Allegri sulla quota scudetto e i punti che dovrebbe fare la Juve: "Se possiamo fare 50 punti nel girone di ritorno? Non lo so, la squadra è ancora molta da percorrere. Intanto pensiamo che per andar a dare una pedata al pallone ce lo dobbiamo guadagnare, come quando eravamo bambini. Le partite sono tante, meglio non correre troppo, vedremo partita dopo partita e poi si vede". Su Chiesa considerato il Sinner della nazionale quando era ct: "Lì ce lo avevo in squadra e volevo fare un complimento a un calciatore con grandi qualità. Poi Sinner è uno dei più forti come costanza e perseveranza. Chiesa è un giocatore che fin quando l'abbiamo seguito da vicino, saltava sempre l'uomo e creava scompiglio e caos. Lui però è di un'altra squadra e non ce l'abbiamo più nella nostra". Su Miretti e le parole del papà: "Se ha un figlio così sicuramente è merito loro. Questa cosa ci fa comodo, possiamo fare come a scuola quando si ricevono i genitori, dicono cose giuste. La penso come lui, Miretti ci fa comodo e ha possibilità di crescita. Ha un bel motore, gli manca un po' di scocca. Io non ho chiesto niente a centrocampo, a me stanno bene quelli che ho. Chiaro che se poi il mercato genera possibilità di calciatori forti... Ma se si rimane così per me va benissimo".

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"Mercato? Due posti da occupare"

Poi Spalletti ha parlato di qualche aspetto tattico: "La nostra miglior fase difensiva è quando abbiamo palla noi. Sono molto contento della voglia della squadra che ha nel fare la partita, nel fare un possesso palla finalizzato a creare palle gol. Prima le squadre più forti venivano identificate in bae alla percentuale del possesso palla, ora non è più così, conta il possesso del campo". Sui calci piazzati: "Se manca qualcosa? No, ci siamo andati vicini. Sono forti e spero che si riesca a fare gol, anche se ad esempio con una punizione abbiamo conquistato un rigore". Sul calciomercato: "In alcuni posti si deve completare, a me basta che si vada a completare in alcune posizioni dove siamo un po' corti. Poi il mercato lo fanno i nostri direttori, mi fido di loro. Si sta con le orecchie dritte per vedere se possiamo occupare bene due caselle".

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Dopo la vittoria netta contro il Sassuolo, la Juventus si prepara a sfidare la Cremonese (qui la probabile formazione), match in programma lunedì 12 gennaio alle 20:45. I bianconeri sono al momento fuori dalla zona Champions League e vorranno vincere a tutti i costi per avvicinarsi alla testa della classifica. Per farlo dovranno battere la squadra allenata da Davide Nicola, che sta vivendo un momento di forma non entusiasmante, reduce da due pareggi e tre sconfitte nelle ultime cinque partite giocate. L'ultima vittoria risale infatti alla sfida contro il Lecce dello scorso 7 dicembre. Alla vigilia della partita l'allenatore della Vecchia Signora, Luciano Spalletti, ha presentato il match in conferenza stampa e ha toccato tanti temi, facendo chiarezza anche sulla questione dei videini.

Juventus, la conferenza stampa di Spalletti

"Secondo me siamo cresciuti in molte cose, ma ce ne sono altre che dobbiamo andare ad acchiappare. Cose che fanno parte del calcio attuale. La riconquista veloce della palla persa ti dà sicurezza e ti permette di ricominciare l'azione dal posto che l'avresti finita. Dentro queste continue pressioni capitano più duelli e seconde palle e avere il calciatore che sa gestirle è come se facesse un tiro in porta o dribbling" - ha spiegato Spalletti in conferenza. Poi ha proseguito: "Parallelismi con il mio primo anno al Napoli? Non è abbinabile a quella sensazione, ma al modo di lavorare e di essere. Io voglio bene a questo sport, mi piace moltissimo e mi emoziona. Noi dobbiamo essere umili e senza timori a portare sempre la squadra nella metà campo avversaria e ora dovremo essere bravi a farlo anche con la Cremonese, contro un allenatore capace come Nicola, che dà l'impressione che conosce molto bene la Serie A. Sa benissimo come sfruttare i momenti della partita che per altri sono normali, mentre lui ci trova qualcosa di eccezionale. Per questo ha fatto bene quasi da tutte le parti dove ha allenato".

"Dobbiamo fare come in Formula 1"

"Giocare di lunedì ci permette di vedere le altre partite. Per nessuno è facile vincere e spesso si sono persi dei punti per questi ragionamenti. Pensare che ci siano partite che puoi vincere più facilmente è un concetto che ti frega, così come pensare che se fai bene queste hai la strada spianata. Le insidie ci sono sempre, ora ritorneranno anche le competizioni europee e la Coppa Italia. Bisognerà rimanere sempre con il pin acceso, perché appena abbassi il livello puoi prendere contro squadre con un grande potenziale. Ora dobbiamo ripeterci e siamo sempre noi a dover andare verso la vittoria, la vittoria verso di noi non ci viene mai. Dobbiamo essere sempre noi a fare la prima mossa. Ci sono fasi in cui siamo belli elettrizzati e momenti in cui siamo più spenti" - ha detto Spalletti. Se mi sento pieno di vita e di calcio? Questo è il piacere di questo lavoro, soprattutto quando ottieni risultati. Ma dipende sempre dalla qualità dei giocatori, sono loro che fanno la differenza. Io ho sempre ripetuto che credevo nei mei calciatori, che sono umili e sanno fare squadra, una qualità fondamentale. L'individualità viene fuori dentro la squadra. Diventa fondamentale continuare così. Ora si vedrà se saremo bravi a mantenere questo ritmo e livello. Dobbiamo fare un po' come la Ferrari nella Formula 1 e quindi usare il campo fino ai cordoli, ogni tanto non sappiamo usarlo tutto il campo. Quindi fare le rotazioni in tutti i metri quadrati del campo".

 

 

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