Yildiz e le punizioni
L'allenatore prosegue parlando di Yildiz e le punizioni: "Sì, può allenarsi e può diventare importante nelle punizioni perché il piede è quello lì che fa vedere. Si tratta solo di fare quella conoscenza a quel livello lì. Lui se è un alieno sa fare anche questo, altrimenti che alieno sarebbe? Ne abbiamo altri che possono battere le punizioni in squadra. Se alludeva che possiamo fare meglio ha ragione, non solo per il Del Piero pensiero ma proprio per una completezza che bisogna avere in squadra. Quel particolare lì porta punti, sia come punizioni sia come calci d'angolo, punizioni laterali buttate dentro". Su Cambiaso e i movimenti: "Purtroppo ha Yildiz davanti e si deve adeguare perché in quella posizione lì ci arriva dopo e prende la forma della scelta di chi ha davanti. È il gioco del calcio in generale: uno si muove e si determinanao spazi nuovi nel movimento di un calciatore. Se Yildiz è fuori lui entra dentro, c'è da dire che si trovano molto bene assieme perché sanno giocare a calcio e hanno questa confidenza col pallone. Chiedono di non cambiare la marca del pallone, vogliono giocare con lo stesso".
Spalletti e l'ossessione sul campo
Poi la domanda sul riposo di Spalletti e l'ossessione in campo: "Importante che tu non mi veda stanco (ride ndr). Io ora entro in questa situazione delle tante partite come un periodo bellissimo. È il mio mondo. Tutte partite e situazioni da sviluppare velecomente. Un pochino ossessionato lo sono, ma per quanto riguarda il calcio stancarmi la vedo dura. Mi stanco se la mia squadra non fornisce delle cose nuove e non va avanti con quella voglia di scoprire cose nuove o se si adagia un po'. Ma solo quello mi fa un po' innervosire e di conseguenza diventa più difficile dare imput successivi e cose nuove".