Pagina 3 | Comolli-Ottolini, no alla Juve testarda: l'esempio lampante che spiega i muri per Icardi e Kolo

Il rammarico, per un colpo che avrebbe potuto davvero cambiare faccia al mercato invernale della Juventus, va di pari passo con la rassicurante consapevolezza che più di così - forse - si sarebbe potuto fare ben poco. Ottolini e Comolli hanno scandagliato il mercato della punta con il righello in mano: margine di manovra ridotto, formule obbligate, soltanto prestiti con diritto per profili su cui i club proprietari hanno alzato muri incompatibili con le disponibilità bianconere. Così, tra esplorazioni, flirt e dietrofront, il risultato è un nulla di fatto che non sorprende chi conosce il perimetro stretto entro cui si è mossa la dirigenza. L’esempio più lampante - forse - coincide proprio con il primo dei “no” incassati dalla Juventus: quello di En-Nesyri.

En-Nesyri e Mateta, cosa è successo

I bianconeri, dopo giorni e giorni di trattative - con Ottolini che ha scelto di incontrare personalmente in Turchia i dirigenti del Fenerbahce - avevano trovato la quadra per un prestito oneroso (5 milioni) con diritto di riscatto a 20. Sembrava tutto fatto, prima che fosse lo stesso giocatore a mettersi di traverso e a rifiutare il trasferimento in virtù della formula stessa dell’affare: 6 mesi di prestito senza la minima certezza di un futuro a Torino al termine della stagione. Da lì, la virata su profili inseguiti fino agli ultimi giri di orologio del mercato, a cominciare da Mateta, scaricato a sorpresa dal Milan - disposto fino a ieri mattina a comprarlo a titolo definitivo versando 35 milioni nelle casse del Crystal Palace - per il responso negativo delle visite mediche.

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Kolo Muani, il muro Frank

La Juve ha provato a rintavolare la trattativa con il club inglese proprio lì dove si era arenata una decina di giorni fa: prestito con diritto di riscatto, che sarebbe diventato obbligo al verificarsi di determinate condizioni. Niente da fare: il Crystal, pur avendo preso Strand Larsen per la cifra record di 43 milioni di sterline, ha scelto di trattenere l’attaccante francese a Londra. Stesso esito per l'altro connazionale a lungo inseguito dai bianconeri, nonché preferito di Spalletti: Randal Kolo Muani. Alla fine, al netto del desiderio del ragazzo di riabbracciare i compagni bianconeri, i tentativi di giornata della Juventus non hanno portato al risultato sperato. Il tecnico degli Spurs, Thomas Frank, si è espresso direttamente con la proprietà per far sì che Kolo restasse in Premier, dal momento che il mercato non sembrava offrire piste alternative allettanti.

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Juve, com'è andata con Icardi

Meglio, dunque, non correre il rischio di trovarsi senza punte, alla luce dei recenti infortuni di Kudus e Richarlison. Diversi, invece, gli sviluppi sul fronte Icardi, accantonato nella notte di domenica di fronte alle richieste del Galatasaray. La Juve ha incassato con compostezza, senza intestardirsi nel consultare la lista delle seconde e terze linee, in cui figuravano Beto, Demirovic e Ilenikhena. Niente attaccante, si andrà avanti così. Spalletti non demorde e, ora che David ha ripreso a segnare, può permettersi comunque di guardare avanti con speranza. Il presente chiede equilibrio, il futuro promette ambizione: per i colpi d’artificio, del resto, ci sarà un’estate intera…

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Juve, com'è andata con Icardi

Meglio, dunque, non correre il rischio di trovarsi senza punte, alla luce dei recenti infortuni di Kudus e Richarlison. Diversi, invece, gli sviluppi sul fronte Icardi, accantonato nella notte di domenica di fronte alle richieste del Galatasaray. La Juve ha incassato con compostezza, senza intestardirsi nel consultare la lista delle seconde e terze linee, in cui figuravano Beto, Demirovic e Ilenikhena. Niente attaccante, si andrà avanti così. Spalletti non demorde e, ora che David ha ripreso a segnare, può permettersi comunque di guardare avanti con speranza. Il presente chiede equilibrio, il futuro promette ambizione: per i colpi d’artificio, del resto, ci sarà un’estate intera…

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