Osimhen-Juve, dipende da Spalletti
DV9 è la medicina di cui Spalletti ha bisogno per l’attacco da qui a fine corsa. Poi, però, è normale che la società inizi a muoversi già adesso per il futuro. In questa direzione, soprattutto se il club deciderà di continuare con Lucio in panchina, può prendere corpo la clamorosa suggestione legata a Victor Osimhen. Fino a prova contraria felice al Galatasaray, soprattutto per come in due anni sia riuscito ad irrobustire il conto in banca: un ingaggio da 16 milioni di euro netti a stagione è un lusso che in Europa per il nigeriano non si può concedere nessuno. Osi è uno spauracchio per la Juve, soprattutto adesso: c’è un playoff di Champions League alle porte e il pericolo di ritrovarselo da giustiziere esistere. Non prendere il treno qualificazione per i bianconeri significa rinunciare almeno a 11 milioni, oltre ovviamente al danno sportivo legato ad una dimensione europea in decadenza. Osimhen è un sogno, non è una realtà. Non adesso. Può diventare credibile a due sole condizioni: l’opera di convincimento di uno Spalletti con pieni poteri o quasi per il futuro, ma anche un notevole sacrificio da parte del nigeriano sull’ingaggio. Alla Juve, d’ora in avanti, sarà quasi impossibile nel giro di almeno un paio d’anni percepire uno stipendio da oltre 6 milioni di euro l’anno, il tetto del parametro zero David e di Yildiz, in procinto di siglare il nuovo accordo. La fame di Serie A e l’ambizione possono scatenare Osimhen. Persino di più rispetto ai soldi, che in un 2026 che lo porterà a compiere 28 anni potrebbero non essere più dirimenti sulla scelta della futura squadra.
