Juve, all in sul bomber: ecco il colpo che cambia tutto. E Vlahovic balla l'ultimo tango

Dusan torna alla Continassa: ora un mese per recuperare la condizione ed essere il 9 di Spalletti. Ma in estate...

TORINO - Non è arrivato un numero 9. È arrivato il numero 9, il più facile da immaginare al centro dell’attacco della Juve in caso di necessità. Quelle che, in realtà, Luciano Spalletti ha esplicitato a chiare lettere: «Ci mancherebbe qualcuno che faccia pure da sponda, come ha fatto per tutta la partita Hojlund», disse subito dopo il fischio finale della sfida col Napoli, commentando la prestazione di Jonathan David. Il ritorno di Dusan Vlahovic alla Continassa dopo il periodo trascorso in Serbia è una grande notizia. La migliore possibile per Lucio, che attendeva il suo centravanti con fiducia.

Valhovic lavora al rientro

La stessa che gli avevano ventilato nella settimana in cui la Juve, ad inizio anno, ha affrontato il Lecce. Lo staff medico, parlando col tecnico, aveva dipinto uno scenario basato su un cauto ottimismo da verificare giorno dopo giorno: c’era la sensazione che potesse torna a disposizione per il 14 febbraio contro l’Inter. O comunque a cavallo tra l’andata e il ritorno del playoff di Champions League. Tutto rimandato, ma di appena due settimane. Adesso, infatti, Vlahovic inizierà un programma di allenamenti personalizzati per poi affacciarsi in campo, insieme ai compagni, nella prima settimana di marzo. Subito dopo la sfida dell’Olimpico contro la Roma, in sostanza. Pensieri basati sulle attuali condizioni di Dusan: in miglioramento, ma non ancora nelle condizioni di poter anticipare i tre mesi di recupero previsti subito dopo l’intervento del 4 dicembre per sistemare la lesione tendinea rimediata col Cagliari. Dal punto di vista psicologico, Vlahovic è carico. Vuole vivere il suo ultimo tango alla Juve da campione. Per dimostrare il proprio valore a tutti: ai tifosi che gli sono stati vicini anche nei passaggi a vuoto, alla società che ha scelto di voltare pagina da giugno in poi, a Spalletti che lo stima sin dalla prima ora bianconera e infine a se stesso. Per diventare un top a livello mondiale dovrà fare di più rispetto ai suoi quattro anni e mezzo a Torino: inutile negarlo, al netto dello stipendio che riuscirà a strappare altrove (Milan in agguato, ma anche Bayern Monaco e Barcellona molto attente).

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Osimhen-Juve, dipende da Spalletti

DV9 è la medicina di cui Spalletti ha bisogno per l’attacco da qui a fine corsa. Poi, però, è normale che la società inizi a muoversi già adesso per il futuro. In questa direzione, soprattutto se il club deciderà di continuare con Lucio in panchina, può prendere corpo la clamorosa suggestione legata a Victor Osimhen. Fino a prova contraria felice al Galatasaray, soprattutto per come in due anni sia riuscito ad irrobustire il conto in banca: un ingaggio da 16 milioni di euro netti a stagione è un lusso che in Europa per il nigeriano non si può concedere nessuno. Osi è uno spauracchio per la Juve, soprattutto adesso: c’è un playoff di Champions League alle porte e il pericolo di ritrovarselo da giustiziere esistere. Non prendere il treno qualificazione per i bianconeri significa rinunciare almeno a 11 milioni, oltre ovviamente al danno sportivo legato ad una dimensione europea in decadenza. Osimhen è un sogno, non è una realtà. Non adesso. Può diventare credibile a due sole condizioni: l’opera di convincimento di uno Spalletti con pieni poteri o quasi per il futuro, ma anche un notevole sacrificio da parte del nigeriano sull’ingaggio. Alla Juve, d’ora in avanti, sarà quasi impossibile nel giro di almeno un paio d’anni percepire uno stipendio da oltre 6 milioni di euro l’anno, il tetto del parametro zero David e di Yildiz, in procinto di siglare il nuovo accordo. La fame di Serie A e l’ambizione possono scatenare Osimhen. Persino di più rispetto ai soldi, che in un 2026 che lo porterà a compiere 28 anni potrebbero non essere più dirimenti sulla scelta della futura squadra. 

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

TORINO - Non è arrivato un numero 9. È arrivato il numero 9, il più facile da immaginare al centro dell’attacco della Juve in caso di necessità. Quelle che, in realtà, Luciano Spalletti ha esplicitato a chiare lettere: «Ci mancherebbe qualcuno che faccia pure da sponda, come ha fatto per tutta la partita Hojlund», disse subito dopo il fischio finale della sfida col Napoli, commentando la prestazione di Jonathan David. Il ritorno di Dusan Vlahovic alla Continassa dopo il periodo trascorso in Serbia è una grande notizia. La migliore possibile per Lucio, che attendeva il suo centravanti con fiducia.

Valhovic lavora al rientro

La stessa che gli avevano ventilato nella settimana in cui la Juve, ad inizio anno, ha affrontato il Lecce. Lo staff medico, parlando col tecnico, aveva dipinto uno scenario basato su un cauto ottimismo da verificare giorno dopo giorno: c’era la sensazione che potesse torna a disposizione per il 14 febbraio contro l’Inter. O comunque a cavallo tra l’andata e il ritorno del playoff di Champions League. Tutto rimandato, ma di appena due settimane. Adesso, infatti, Vlahovic inizierà un programma di allenamenti personalizzati per poi affacciarsi in campo, insieme ai compagni, nella prima settimana di marzo. Subito dopo la sfida dell’Olimpico contro la Roma, in sostanza. Pensieri basati sulle attuali condizioni di Dusan: in miglioramento, ma non ancora nelle condizioni di poter anticipare i tre mesi di recupero previsti subito dopo l’intervento del 4 dicembre per sistemare la lesione tendinea rimediata col Cagliari. Dal punto di vista psicologico, Vlahovic è carico. Vuole vivere il suo ultimo tango alla Juve da campione. Per dimostrare il proprio valore a tutti: ai tifosi che gli sono stati vicini anche nei passaggi a vuoto, alla società che ha scelto di voltare pagina da giugno in poi, a Spalletti che lo stima sin dalla prima ora bianconera e infine a se stesso. Per diventare un top a livello mondiale dovrà fare di più rispetto ai suoi quattro anni e mezzo a Torino: inutile negarlo, al netto dello stipendio che riuscirà a strappare altrove (Milan in agguato, ma anche Bayern Monaco e Barcellona molto attente).

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus
1
Juve, all in sul bomber: ecco il colpo che cambia tutto. E Vlahovic balla l'ultimo tango
2
Osimhen-Juve, dipende da Spalletti