Openda da parte, ritorno su Kolo Muani: Juve, niente attaccanti low cost

Nel mercato estivo i bianconeri hanno intenzione di tornare all’assalto di Randal, di rientro dal Psg

TORINO - Nell’immobilismo del mercato bianconero alla voce “bomber”, giace quantomeno una certezza consolatoria, più preziosa - forse - dell’ipotetico arrivo di un centravanti pescato dalla cesta degli esuberi. Una terza o quarta scelta, ingaggiata nelle ultime ore di trattative - tanto per - come rincalzo temporaneo da dare in pasto alle frange più esigenti dell’immaginario juventino. Spalletti, del resto, aveva chiesto un profilo con determinate caratteristiche: un attaccante di spessore europeo, un realizzatore strutturato a livello fisico e abile nel legare il gioco con la squadra. Altrimenti, meglio lasciar perdere. Identikit difficilmente conciliabile con le risorse economiche destinate dalla dirigenza bianconera per questa finestra di mercato.

La discutibile formula Openda

La Juve ci ha provato fino all’ultimo per Kolo Muani. Ma quando ha incassato il no definitivo del Tottenham - deciso a trattenere il francese in prestito, in virtù dei tanti infortuni che hanno afflitto il reparto offensivo - non è incappata nello stesso errore commesso pochi mesi fa, quando si è lasciata guidare dalla frenesia tesserando in extremis Openda con un formula discutibilissima: prestito oneroso di 3 milioni con obbligo condizionato (che scatterà sicuramente al termine della stagione) a 42 milioni. Ha scelto la via della cautela, così da garantirsi un mercato estivo senza compromessi, in cui potrebbe proprio essere il belga a farsi da parte per finanziare il colpo top in attacco.

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Kolo Muani, PSG e Juventus: una pista ancora aperta

La certezza a cui si alludeva prima? Essere riusciti a ricostruire da zero i rapporti - ai minimi storici - con il Psg, che aveva persino aperto al prestito con diritto di riscatto. La stessa formula su cui i parigini erano stati intransigenti in estate e che ha portato Kolo a finire controvoglia in Premier League. A far saltare tutto, infatti, è stato il Tottenham che però, a partire da giugno, non potrà più dire la sua sul cartellino di Kolo, dal momento che farà rientro a Parigi. Ora che i toni possono dirsi più distesi e che il Psg non sembra avere nessuna intenzione di reintegrarlo in rosa, la Juve avrà modo di programmare per l’estate - sempre che ad arrivare non sia Osimhen - il terzo e ultimo assalto al francese, ben lieto di poter riabbracciare i suoi compagni bianconeri con cui non ha mai perso i contatti. La pista Kolo è, dunque, tutto fuorché accantonata. Starà al duo Ottolini-Comolli continuare a batterla nei prossimi mesi, per anticipare la concorrenza e consegnare a Spalletti un attaccante degno dell’eccellente gestione registrata fin qui in bianconero.

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Juve, le alternative in attacco: Mateta osservato speciale

Le alternative? Diverse, o comunque già sondate nelle scorse settimane: su tutte quella di Jean-Philippe Mateta. I primi confronti con il suo entourage, del resto, erano orientati più all’estate che al mercato di gennaio, visto che il francese a giugno avrà davanti a sé solo più 12 mesi di contratto con il Crystal Palace. Scenario che farà di lui un profi lo ancor più appetibile, poiché rilevabile a prezzo di saldo e non più ai 35 milioni richiesti dal club inglese per il suo trasferimento immediato. Con ogni probabilità, considerando che il Palace ha chiuso per l’arrivo di Strand Larsen per la cifra record di 43 milioni di sterline, Mateta lascerà Londra nel mercato estivo. Da capire se per approdare all’aeroporto di Caselle. L’incognita risiede nelle sue condizioni fisiche: il Milan, a un passo dal tesserarlo, ha scelto di rinunciarvi a margine delle visite mediche svolte in una clinica di Londra. In quel ginocchio malconcio, mai guarito appieno dal ko del 2019. Mateta - che fin qui ha sempre giocato con regolarità in Premier League - starebbe infatti valutando di sottoporsi nei prossimi giorni all’operazione chirurgica e porre dunque fine a quei dolori con cui ha imparato a convivere nelle ultime 7 stagioni. I dubbi del francese coincidono con i tempi di recupero - 3/4 mesi almeno - e dal rischio più che concreto di terminare la sua stagione in Premier prima del previsto, precludendosi, dunque, la chiamata di Deschamps per il Mondiale negli Usa.

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TORINO - Nell’immobilismo del mercato bianconero alla voce “bomber”, giace quantomeno una certezza consolatoria, più preziosa - forse - dell’ipotetico arrivo di un centravanti pescato dalla cesta degli esuberi. Una terza o quarta scelta, ingaggiata nelle ultime ore di trattative - tanto per - come rincalzo temporaneo da dare in pasto alle frange più esigenti dell’immaginario juventino. Spalletti, del resto, aveva chiesto un profilo con determinate caratteristiche: un attaccante di spessore europeo, un realizzatore strutturato a livello fisico e abile nel legare il gioco con la squadra. Altrimenti, meglio lasciar perdere. Identikit difficilmente conciliabile con le risorse economiche destinate dalla dirigenza bianconera per questa finestra di mercato.

La discutibile formula Openda

La Juve ci ha provato fino all’ultimo per Kolo Muani. Ma quando ha incassato il no definitivo del Tottenham - deciso a trattenere il francese in prestito, in virtù dei tanti infortuni che hanno afflitto il reparto offensivo - non è incappata nello stesso errore commesso pochi mesi fa, quando si è lasciata guidare dalla frenesia tesserando in extremis Openda con un formula discutibilissima: prestito oneroso di 3 milioni con obbligo condizionato (che scatterà sicuramente al termine della stagione) a 42 milioni. Ha scelto la via della cautela, così da garantirsi un mercato estivo senza compromessi, in cui potrebbe proprio essere il belga a farsi da parte per finanziare il colpo top in attacco.

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