TORINO - La Juventus ha trovato nelle ultime ore di mercato la risposta ad una questione che, però, si è proposta troppo presto. Nell’agenda della dirigenza, condivisa con mister Spalletti, c’era la ricerca di un’ala offensiva che potesse giocare a sinistra e appiccicarsi addosso, senza sentirne il fastidio, l’etichetta di vice Yildiz. E lo stesso discorso vale per il turco: avere qualcuno alle sue spalle che non lo infastidisse, che non gli mettesse pressione. Il piano è sempre stato chiaro: i riflettori vanno sul numero 10, l’alieno, la fucilata nella notte. Da qui l’acquisto di Jeremie Boga che, però, è alla ricerca della miglior forma e non potrà immediatamente adempiere a questo compito. Contro il Parma, il peso dei tanti impegni accumulati si è fatto sentire sul fisico di Yildiz, sostituito all’intervallo. La diagnosi non è di quelle che possano preoccupare: sovraccarico all’adduttore sinistro e, quindi, necessità di fermarsi per un breve periodo. Tant’è che ieri il classe 2005 non è sceso in campo con i compagni – impegnati a preparare la partita di Coppa Italia contro l’Atalanta -, ma ha lavorato a parte per gestire il fastidio e tentare il rientro per la prossima di campionato contro la Lazio. Molto difficile, non impossibile, ciò che è chiaro è che non ci sarà nessuna forzatura e che sarà la prudenza a dettare i prossimi passi.
L'invisibilità di McKennie
Parallelamente si apre il tema di come sostituire il turco ed è su questo che Spalletti e il suo staff riflettono in queste ore. Il lavoro fatto in queste settimane ha portato ad una crescita generale del gruppo squadra, Yildiz è oggi la ciliegina sulla torta e non l’impasto principale, senza il quale mancherebbe l’intero dessert. Ed è così che si è trovata la cura alla dipendenza da Yildiz, dalla necessità di aggrapparsi ai suoi spunti e alle sue giocate, come fossero l’oasi in un deserto di creatività e pericolosità in fase offensiva. Per ipotizzare la prima soluzione percorribile basta guardarsi indietro e recuperare l’inizio del secondo tempo di Parma-Juventus. Miretti impiegato da trequartista e lo spostamento di McKennie a sinistra, con Conceicao a destra. Un gioco di incastri che, messo giù così, sembrerebbe di avere a che fare con dei Lego intercambiabili. Non è ovviamente la stessa cosa: cambiano caratteristiche e quindi il modo di intendere l’attacco. Lo statunitense non ha il dribbling e l’abilità scivolare di qua e di là palla al piede del turco. Ma, e lo sta dimostrando ampiamente, sa inserirsi con i tempi giusti, giocare nei vuoti lasciati dall’attaccante e riempirli di tante cose utili per la squadra, a partire dai gol. Come vestisse il mantello dell’invisibilità, scompare dai radar e poi ricompare in area, quando è troppo tardi per leggerne le intenzioni e fermarlo.
Soluzioni e nuovi arrivi
Insomma, in questo modo il dilemma su come sostituire Yildiz diventa meno difficile da risolvere. Contemporaneamente, c’è tutto il tempo per mettere Jeremie Boga, che non gioca da fine novembre, dopo aver rotto con l’ambiente Nizza, nella migliore condizione. Si può ipotizzare un ingresso nelle rotazioni nel periodo che vedrà la Juve affrontare Inter, Galatasaray e Como. Intanto, ieri si è allenato per la prima volta con il gruppo e lo stesso ha fatto Holm che, invece, spera di accumulare i primi minuti contro la Dea. Infine, un’altra ipotesi da non sottovalutare e che permetterebbe di far riposare anche McKennie, contro l’Atalanta. Kostic sta risalendo le gerarchie di Spalletti e si candida per un posto sulla sinistra dal primo minuto a Bergamo. Le soluzioni non mancano, così Yildiz può tirare il fiato.
