L'intervento di Comolli e Chiellini
Giaccherini sulle parole di Comolli e Chiellini: "Significa che la società è presente. I protagonisti possono anche non avere quella lucidità nell'andare a commentare la gara e farsi trasportare dall'emotivittà della partita a differenza dei dirigenti". E anche Brocchi sottolinea: "Posso fare i complimenti? È già capitato che una dirigenza venisse a parlare e a commentare certi episodi ma non con i toni usati da Chiellini e Comolli. Questo è molto significativo perché la Juve ha una storia che parla da sola, una società con una serietà incredibile e loro con questa pacatezza ma molto decisi e per me questo deve essere il segnale, non urlare quanto essere efficaci con le parole per arrivare a un obiettivo".
Il commento sulle parole di Chivu
Brocchi poi commenta le parole di Chivu: "Io rimango della mia idea che lui sia veramente bravo nel parlare, sia nelle questioni tecnico-tattiche ma anche quelle comunicativa nel suo modo di essere. In questa situazione ne è uscito bene, non giustificandolo fino a un certo punto però non creando nessun caso. Parla di un tocco e ha dato modo a tutti noi di pensarla anche in un'altra maniera. Giusto o sbagliato che sia, non gli sto dando ragione e rimango dell'idea che la partita è cambiata da quell'episodio e non va bene. Lui fa capire che saper comunicare è importante". Parere divero per Hernanes: "Lo ammiro molto perché ha una comunicazione pazzesca. Non sono d'accordo con lui sul fatto che fosse una partita come un'altra e nemmeno su quanto ha detto. D'accordo per come lo ha comunicato ma l'errore è nel regolamento. Anche lui poteva dire 'ha sbagliato' ma ha preferito invertire la situazione". A chiudere è Ambrosini a dire la sua: "In una situazione del genere, andare davanti alle telecamere ad ammettere un errore dell'arbitro non avrebbe cambiato niente sul modo di comunicare di questo ragazzo. Non è nemmeno colpa di Chivu se l'arbitro ha preso questa decisione, sarebbe stato meglio avesse sottolineato l'errore dell'arbitro e del comportamento del suo giocatore".