Da Vicario a Carnesecchi: le opzioni per il futuro
Il primo avrebbe preferito un estremo difensore bravo a giocare con i piedi, il secondo aveva fiutato l’opportunità di cancellare un ingaggio pesante come quello di Szczesny e di portare a Torino un talento che riteneva finalmente esploso. Galliani, in fondo, il più scaltro di tutti: 18 milioni portati a casa, e dopo una richiesta iniziale di 25. Il resto è storia. Com’è storia quest’anno e mezzo bianconero, tra alti - alcuni davvero di livello - e bassi, che invece iniziano a essere troppi. Spirale o mancanza tecnica, al momento Spalletti si è ritrovato con una certezza in meno, proprio quando avrebbe bisogno attorno a sé di terreni solidissimi, di atterraggi morbidi, di non aggiungere gocce in un vaso ormai colmo da un po’. E il mercato? Chiaro, potrà aiutare. Però le variabili rimangono tutte così: estremamente aleatorie, totalmente dipendenti dalla partecipazione in Champions League. E se Gigio era il desiderio impossibile di un anno fa, Carnesecchi è certamente l’antagonista di giugno. Vicario si libererà e un pensiero inevitabilmente andrà pure lì. Caprile è stato invece trattato, ma sarebbe davvero un miglioramento rispetto a Di Gregorio? Questa è la domanda da porsi, e che si porrà sicuramente la Juventus: in mezzo a mille priorità, per aggiungere quella del portiere deve davvero valerne la pena. Magari, ecco, un grande “vecchio” potrà aiutare. De Gea lascerà la Fiorentina: non è esente da figuracce, però più spesso è una certezza.
