Milik vede la luce: «Sono tornato»
Un passo avanti, e cinque indietro, con la rassegnazione - sua e della stessa Juventus - che a più riprese aveva finito per prendere il sopravvento. Ora, invece, a distanza di 650 giorni dall’ultima volta, Milik potrebbe finalmente rimettere i piedi in campo. Il polacco, anche ieri, ha svolto l’intera seduta di allenamento con il resto dei compagni e - salvo sorprese dell’ultimo minuto - ci sarà sabato, anche se dalla panchina, contro il Pisa. Impossibile, fino a qualche giorno fa, calendarizzare la possibile data di rientro dal lungo infortunio. Sì, perché ai timidi segnali di ripresa estivi - il polacco si era seduto in panchina al Mondiale per Club per la gara con il Manchester City - è seguito un altro infortunio, l’ennesimo della sua avventura in bianconero, ferma alla gara disputata nel maggio del 2024 contro il Monza, quando in panchina sedeva ancora Paolo Montero. L’ultima disputata prima dell’infortunio al ginocchio.
Parole al miele di Spalletti
Poi i guai al polpaccio, ai flessori, prima dell’ultima ricaduta a margine del match vinto dalla Juve con il Pisa lo scorso 27 dicembre. Un’altra mazzata, dal momento che Milik - anche in quel caso - sembrava essersi messo definitivamente alle spalle i guai fisici, in virtù delle due convocazioni in campionato, corroborate dalle dichiarazioni al miele di Spalletti: «L’ho trovato come un bambino felice che ha la possibilità di fare il gioco che ha sempre voluto. È un ragazzo che ha grande entusiasmo e conosce bene il ruolo che fa. Lui ha caratteristiche importanti sia fisiche che tecniche. Quindi viene con noi». E chissà che stavolta il calvario non possa dirsi finito del tutto. Ci spera Spalletti, che ha bisogno di alternative in un attacco che non gira, e ci spera lo stesso Milik che ieri ha voluto celebrare il rientro con un post sulla sua pagina Instagram: «A volte il percorso è più difficile, ma è proprio in quei momenti che impari ad apprezzare di più ciò che hai. Gli allenamenti con la squadra, i momenti con la mia famiglia e la possibilità di fare ciò che amo. Sono grato per le persone che ho intorno e per essere tornato in campo. Grazie anche per tutti gli auguri di compleanno e per il vostro supporto».
