"Conte alla Juve, non potevo dire no"
Un anno di Serie A, poi la chiamata della Juve. Quanto incise Conte nella scelta di andare a Torino? «In realtà con lui nasce tutto l’anno prima. Mi voleva al Siena in B, era una grande opportunità, mi presentarono un contratto triennale importante. Non ho guardato i soldi, ma la Serie A conquistata sul campo. Volevo investire su me stesso. Sono rimasto a Cesena, ringraziando Conte e Perinetti. La scelta è stata azzeccata, l’anno dopo Conte va alla Juve e certo non potevo dirgli di no. Di sicuro, se fossi andato a Siena, non sarei potuto andare a Torino perché mi mancava l’anno di Serie A. Il mister è stato l’unico che mi ha voluto fortemente a Torino, davvero l’unico».
E dire che il suo approdo venne ufficializzato a fine mercato. «Mi presero a fine agosto, sì, ma li capisco. Dopo due settimi posti di fila non potevo essere io il biglietto da visita di quel mercato».
Scelta giusta quella di preferire il Cesena al Siena. Direbbe lo stesso anche del Sunderland dopo la Juve? In fondo, non era ancora la Premier League di adesso... «Giravano meno soldi, è vero, ma era già un campionato di altissimo livello. Mi volevano fortemente, ero il fiore all’occhiello della loro campagna acquisti. Mi hanno fatto sentire importante, alla Juve invece ero un’ottima alternativa. La Premier, ma anche i soldi, hanno contribuito a farmi compiere quella scelta. A 27 anni dovevo prendere quel treno».

