Primo anno da allenatore e fattore Spalletti
Primo anno da allenatore, subito una finale conquistata.«Mi sono approcciato a questo mestiere con curiosità, senza mai pensare al futuro. In Coppa Italia è tutto molto veloce. In tre partite ci siamo ritrovati in finale dopo aver battuto Frosinone, Inter e Parma. Ci siamo espressi molto bene, dimostrando grande qualità. Però, se devo essere onesto al 100%, con un campionato di vertice o da playoff, avrei un’altra visione globale del mio lavoro. Anche se la classifica è corta, mi resta questa sensazione».
Quanto incide uno come Spalletti nel mondo Juve? «Lo stiamo vivendo: capita che tanti dei nostri ragazzi, il giorno dopo la partita della prima squadra, vadano alla Continassa ad allenarsi coi grandi. Anche noi allenatori diamo una mano e gli allenamenti con Spalletti sono una masterclass: l’ho apprezzato perché è all’avanguardia, in un ruolo in cui tanti rimangono ancorati al passato. Ho respirato la sua modernità. È molto puntiglioso, ma è il modo in cui chiede le cose che fa la differenza. È un maestro a livello di comunicazione, in campo e fuori. La trasformazione di tanti giocatori della prima squadra lo testimonia: sappiamo che la strada da seguire è tracciata»
Ci sono giocatori da Juve nella sua rosa? «Secondo me sì. E poi lo sbocco della Next Gen ci aiuta, è un passaggio fondamentale. Abbiamo ragazzi molto interessanti, ma per il loro bene non faccio nomi».
