"Italia indietro, ma colmare il gap si può"
Quali avversari l’hanno colpita di più? “La Grecia è molto forte, con una generazione consolidata. Poi ci sono Spagna, Ungheria... Noi siamo leggermente indietro, ma il gap è colmabile”.
Cosa è successo dopo Singapore, si è parlato di tensioni interne, ammutinamento... “Come in ogni gruppo, possono esserci divergenze. Forse non sono state gestite al meglio, ma fanno parte del percorso. Non porto rancore e penso sempre al bene della squadra. Le porte sono aperte a tutti e il progetto continua”.
Crescita dei giovani e risultati immediati: quanto è difficile trovare un equilibrio? “I giovani vanno accompagnati. Devono essere guidati nelle scelte e inseriti gradualmente. È un lavoro lungo, che richiede collaborazione tra federazione, club e staff. Solo così si formano giocatori pronti per la Nazionale”.
Nuove regole: cosa cambia per l'Italia e per la sua idea di pallanuoto? “Il gioco è diventato più fisico e veloce (riduzione del campo a 25 metri), c’è meno tempo per pensare. Bisogna adattarsi, non lamentarsi”. Si ispira a modelli anche fuori dalla pallanuoto? “Ho avuto scambi con Conte, Sacchi, Velasco, De Giorgi. È un arricchimento continuo: un allenatore deve saper ‘rubare’ idee da tutti”.
