I rinforzi chiesti da Spalletti per la nuova Juve
Almeno il doppio: il portiere, un difensore di piede mancino (che diventerebbero due, qualora Bremer dovesse partire in estate), un centrocampista fisico che possa dare il cambio al duo Loca-Thuram, uno più tecnico alla Bernardo Silva, e la punta. E questo a prescindere dall’eventuale conferma di Vlahovic, su cui Lucio si è espresso più volte con endorsement inequivocabili. Ma soprattutto: vuole profili di esperienza, dei vincenti pronti e rodati che possano instradare gli asset più giovani e promettenti. Ora la priorità è tutta al campo e a una Champions League da centrare a ogni costo. Ma è indubbio che a fine stagione sarà il tempo di un confronto senza filtri alla Continassa.
Bisogna tracciare un piano che non sia un compromesso al ribasso, ma un’adesione convinta alle necessità di chi il campo lo vive ogni giorno. Di chi conosce alla perfezione limiti e velleità del gruppo squadra bianconero. Proseguire su binari paralleli significherebbe condannare il club a un’altra annata di equivoci tattici e malumori striscianti. Un “lusso” che la nuova Juventus, quella a cui entrambi sperando di riconsegnare la sua postura naturale, non può più permettersi.
