Yildiz e il gol scaccia-guai: quel digiuno di 50 giorni che fa male alla Juve

Il turco non segna da 54 partite. Carichi al ribasso nella preparazione al match con la Fiorentina

Sei match per cinquantaquattro albe senza il brivido viscerale del gol. Il digiuno più lungo della sua stagione. Ma del resto, è questo il prezzo - salato - dell’abnegazione di chi ha sempre preferito stringere i denti e non curarsi dei patemi al ginocchio, pur di dare un contributo ai suoi compagni. Yildiz non ci è riuscito sempre. Almeno, non come avrebbe voluto. Il dolore assillante per via della solita tendinopatia rotulea ne ha consegnato una versione sottotono, acciaccata, per non dire monotona sul piano della fantasia. Il suo punto forte. Spalletti l’ha aspettato e protetto, mettendo a punto con lo staff medico bianconero un programma ad hoc - tra infiltrazioni al ginocchio e lavoro differenziato in palestra - che potesse aiutarlo a riprendersi dal burnout calcistico dell’ultimo mese e mezzo.

Juve, la gestione di Yildiz

E quando ha riavuto l’ok circa la sua reintegrazione nell’11 titolare, ha dato mandato alla squadra di innescarlo, sì, ma con più parsimonia e - possibilmente - a pochi metri dall’area avversaria. Quasi come fosse una sorta di “overtake” del motore juventino, da preservare per i momenti clou del match. E alla fine, ha avuto ragione, complice il rientro decisivo di Vlahovic, in gol nelle ultime due uscite di campionato contro Verona e Lecce. Ma ora il tempo degli spettri e dei lettini sembra ormai alle spalle. Le condizioni del turco - che nella scorsa settimana aveva rimediato pure un fastidio alla caviglia nei cambi di direzione - migliorano di giorno in giorno.

Yildiz al top: l'augurio di Spalletti e Montella

E con la seconda settimana di allenamento alla Continassa senza stop “terapici” verso l’archivio, Lucio confida di riaverlo al top della condizione a partire proprio dal prossimo match con la Fiorentina. Sì, i carichi di lavoro di Kenan sono ancora al ribasso rispetto agli standard stagionali, ma sul piano dell’intensità sta tornando a dare segnali incoraggianti. Come ha ammesso lo stesso turco, intervenuto ieri all’evento di presentazione del nuovo kit gara bianconero.

Niente più gestione al risparmio: Kenan freme per tornare decisivo nell’economia di un attacco in cui sarà chiamato a liberare spazi a Dusan e a innescarlo di prima intenzione nelle ripartenze in campo aperto. I test della Continassa dicono che il motore è tornato a girare. E non poteva esserci momento migliore alla luce di due scontri in cui la Juve si giocherà una fetta consistente del proprio futuro, e di un Mondiale in cui Yildiz avrà modo di fare un passo in avanti verso sua consacrazione. Quella a cui auspicano Lucio e Montella.

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