La questione del tecnico è delicata
Non un dettaglio perché, in questo anno torinese, il dirigente francese ha già piazzato molti suoi uomini nei gangli operativi del club. È probabile che a prescindere dalla sua conferma, Comolli si occupi comunque sempre meno di mercato, anche perché il feeling con Luciano Spalletti non è, in tal senso ma neppure in quello più vasto, precisamente affinato. Ecco, la questione del tecnico è delicata: il club, soprattutto a cominciare dallo stesso Elkann, crede in lui tanto da avergli rinnovato il contratto (fino al 2028) prima di aver intascato la qualificazione Champions. Il rapporto tra i due è stretto, personale, costante e l’azionista di riferimento è fermamente convinto di aver individuato nel tecnico toscano l’uomo giusto a cui affidare il progetto per il ritorno rapido, se non immediato, alla vittoria. Aver deluso (a meno di miracoli, certo) le aspettative è un peso che Spalletti si porta addosso ed è per questo che ha dichiarato di voler «parlare con Elkann»: non ha intenzione di ripartire con i dubbi e, soprattutto, intende avere certezze sui programmi tecnici e di mercato. Di calcio parlerà con Giorgio Chiellini che, di suo, è saldo ma che già deve sovrintendere le questioni politiche (è consigliere federale e tiene rapporti con Fifa, Uefa, Eca...): non è ubiquo e nemmeno si occupa di mercato.
