TORINO - C’è molto più di quanto non si veda dietro l’ipotetica esclusione della Juventus dalla prossima edizione della Champions League. Una zavorra, all’apparenza, sopportabile, se si considera che i bianconeri, centrando l’Europa League, si vedrebbero garantire “solo” una trentina di milioni in meno rispetto a quanto raccolto nelle ultime stagioni. Tutte culminate, grossomodo, tra la fase a gironi e i playoff. Il vero cruccio, infatti, riguarda la concatenazione di danni finanziari che tale esclusione scatenerebbe. Si spazia dalla vendita di biglietti e del merchandising, con un potenziale calo degli incassi del 30%, ai tagli degli sponsor, soprattutto i più grossi: quelli strettamente legati ai numeri (in termini di visibilità) della principale competizione europea. Fino ad arrivare alle ripercussioni di natura sportiva.
Mondiale per Club 2029: il rischio Juve
Senza Champions, le chances della Juve di strappare un pass per la prossima edizione del Mondiale per Club 2029 (da capire ancora se si disputerà in Brasile o in Spagna) si avvicinerebbero sempre di più allo zero. Questione di ranking, e delle modifiche apportate dall’Uefa un anno fa per ciò che concerne i criteri di partecipazione.
Per il momento, sono solo più 11 i posti a disposizione per le squadre europee (2 per nazione), dal momento che il Psg - uscito trionfante nell’ultima edizione della Champions - da regolamento è già certo di prendervi parte. Esattamente come Flamengo, Al-Ahli, Pyramids e Cruz Azul in virtù dei successi nei rispettivi tornei continentali.
