Disastro Champions, reazione a catena Juve: spunta un'altra pioggia di milioni persi

Ai bianconeri serve un miracolo per qualificarsi alla massima competizione europea: le conseguenze di una probabile esclusione sarebbero pesantissime

TORINO - C’è molto più di quanto non si veda dietro l’ipotetica esclusione della Juventus dalla prossima edizione della Champions League. Una zavorra, all’apparenza, sopportabile, se si considera che i bianconeri, centrando l’Europa League, si vedrebbero garantire “solo” una trentina di milioni in meno rispetto a quanto raccolto nelle ultime stagioni. Tutte culminate, grossomodo, tra la fase a gironi e i playoff. Il vero cruccio, infatti, riguarda la concatenazione di danni finanziari che tale esclusione scatenerebbe. Si spazia dalla vendita di biglietti e del merchandising, con un potenziale calo degli incassi del 30%, ai tagli degli sponsor, soprattutto i più grossi: quelli strettamente legati ai numeri (in termini di visibilità) della principale competizione europea. Fino ad arrivare alle ripercussioni di natura sportiva.

Mondiale per Club 2029: il rischio Juve

Senza Champions, le chances della Juve di strappare un pass per la prossima edizione del Mondiale per Club 2029 (da capire ancora se si disputerà in Brasile o in Spagna) si avvicinerebbero sempre di più allo zero. Questione di ranking, e delle modifiche apportate dall’Uefa un anno fa per ciò che concerne i criteri di partecipazione.

Per il momento, sono solo più 11 i posti a disposizione per le squadre europee (2 per nazione), dal momento che il Psg - uscito trionfante nell’ultima edizione della Champions - da regolamento è già certo di prendervi parte. Esattamente come Flamengo, Al-Ahli, Pyramids e Cruz Azul in virtù dei successi nei rispettivi tornei continentali.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

I punti per il Mondiale

I restanti slot verranno assegnati tenendo conto di una classifica speciale, che non ha nulla a che fare con i coefficienti Uefa, redatta a seconda dei risultati che i club conseguiranno nella massima competizione europea da qui al 2028. Tre punti per ogni vittoria, uno per i pareggi, e tre per ogni passaggio alla fase successiva. Al momento, al comando figura l’Arsenal di Arteta, con 110 punti. La prima italiana è l’Inter, salda al 6° posto con 76 punti. Seguono a ruota Atalanta (14ª), Milan (28ª) e Napoli (39ª). La Juve è 17ª, con un bottino complessivo di 43 punti. Ed è proprio per questo che basterebbe anche solo un’esclusione dalla Champions, per permettere al resto delle italiane di ridurre il gap e piazzare il sorpasso.

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Juve e Mondiale per Club: quanto vale davvero la qualificazione

Da qui la domanda, più che lecita: “ma per la Juve è davvero essenziale ripresentarsi alla prossima rassegna iridata per club?”. Per rispondere, basta dare un’occhiata al montepremi della passata edizione (1 miliardo), e che ha visto il Chelsea, Psg, Real e Fluminense - le quattro semifinaliste - raccogliere rispettivamente: 115, 107, 83 e 61 milioni. Un bottino ghiotto e decisamente più consistente rispetto a quello che è solito offrire la Champions League. La Juve, per intenderci, uscita agli ottavi con il Real, tra partecipazione e risultati sportivi, se n’è portati a casa una trentina. E questo al netto di un percorso ondivago e tutto fuorché irripetibile. Per i numeri attuali, si tratterebbe - all’incirca - del 10/15% dei ricavi complessivi bianconeri. Ma al di là del guadagno più che considerevole, la presenza al Mondiale metterebbe la Juve nelle condizioni di riconsolidare l’appeal internazionale e continuare ad attirare stakeholder stranieri. Enti da non snobbare. Specie se ti ritrovi nel bel mezzo di un transizione finanziaria al ribasso…

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TORINO - C’è molto più di quanto non si veda dietro l’ipotetica esclusione della Juventus dalla prossima edizione della Champions League. Una zavorra, all’apparenza, sopportabile, se si considera che i bianconeri, centrando l’Europa League, si vedrebbero garantire “solo” una trentina di milioni in meno rispetto a quanto raccolto nelle ultime stagioni. Tutte culminate, grossomodo, tra la fase a gironi e i playoff. Il vero cruccio, infatti, riguarda la concatenazione di danni finanziari che tale esclusione scatenerebbe. Si spazia dalla vendita di biglietti e del merchandising, con un potenziale calo degli incassi del 30%, ai tagli degli sponsor, soprattutto i più grossi: quelli strettamente legati ai numeri (in termini di visibilità) della principale competizione europea. Fino ad arrivare alle ripercussioni di natura sportiva.

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Senza Champions, le chances della Juve di strappare un pass per la prossima edizione del Mondiale per Club 2029 (da capire ancora se si disputerà in Brasile o in Spagna) si avvicinerebbero sempre di più allo zero. Questione di ranking, e delle modifiche apportate dall’Uefa un anno fa per ciò che concerne i criteri di partecipazione.

Per il momento, sono solo più 11 i posti a disposizione per le squadre europee (2 per nazione), dal momento che il Psg - uscito trionfante nell’ultima edizione della Champions - da regolamento è già certo di prendervi parte. Esattamente come Flamengo, Al-Ahli, Pyramids e Cruz Azul in virtù dei successi nei rispettivi tornei continentali.

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