Spalletti costretto a ripensare la Juve per il derby col Torino: due rientri e due nomi chiave

Gli aggiornamenti sulle condizioni di alcuni giocatori bianconeri aprono a nuovi scenari di formazione: che vestito può indossare la Vecchia Signora per l'ultimo ballo

TORINO - Ingegno e pragmatismo: gli unici attrezzi a disposizione di Luciano Spalletti per provare a rimettere in moto il centrocampo bianconero. Mai così ingolfato nel corso della stagione, tra il calo copioso di rendimento di Locatelli - a cui spetterebbe il compito di legare le varie componenti juventine - e le condizioni precarie di Khéphren Thuram. La candela di accensione. L’unico interprete in grado di abbinare la fisicità agli strappi in campo aperto. I giorni soft, pattuiti con lo staff medico e all’insegna di carichi copiosamente inferiori rispetto agli standard stagionali (per via delle infiltrazioni al ginocchio a cui si è sottoposto in settimana), non hanno portato i risultati sperati.

Pochi dubbi, ma decisivi

Gli sprint nelle gambe del francese? Troppi pochi. Almeno per il momento. Da qui la scelta di farlo lavorare a parte pure nella seduta di ieri. L’ultima, prima delle rifinitura, dal momento che Spalletti oggi ha deciso di concedere a tutto il gruppo squadra un giorno di riposo per staccare la spina e allentare la tensione, alla luce di uno scontro cruciale per le sorti della stagione bianconera. Appuntamento domani mattina, alla Continassa, per tirare le somme e sciogliere i pochi dubbi che assillano Lucio.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Thuram verso il forfait nel derby: le alternative di Spalletti

Nel caso di Thuram, pare fuori discussione un potenziale impiego dal primo minuto. Semmai dovrà decidere se portarlo in panchina, nell’ottica di un potenziale inserimento nell’ultimo terzo del match. Di più non si può. L’indiziato numero uno per sostituirlo resta Koopmeiners, pur al netto della brutta prova inscenata all’Allianz contro la Fiorentina. A meno che Spalletti non decida di arretrare McKennie nel duo di centrocampo, per disegnare un tridente con Chico, Yildiz e Boga a supporto di Dusan Vlahovic.

Se non altro, Lucio - al contrario di quanto si potesse credere fino a qualche settimane fa - potrebbe arrivare al derby con il reparto offensivo al completo. Nella seduta di ieri, oltre a Juan Cabal - che ha smaltito la lesione muscolare all’adduttore - si è rivisto parzialmente in gruppo pure Arkadiusz Milik. La mezzoretta di partitella con il resto dei compagni ha dato segnali incoraggianti.

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Futuro Milik: la Juventus prepara l’addio a fine stagione

Da capire se si tratti di risposte sufficienti per strappare una convocazione per la gara di domenica. Guai, però, ad illudersi che questo possa cambiare di una virgola la posizione del club bianconero. La decisione sul suo futuro è stata presa mesi fa, quando il polacco - dopo più di due anni trascorsi in infermeria - si era guadagnato uno spezzone di gara con il Sassuolo.

La Juve, alla luce delle scarse garanzie sul piano fisico, ha già messo in preventivo di programmare a fine stagione un incontro con il suo entourage per discutere circa la risoluzione del contratto. Il rinnovo fino al 2027, pattuito un anno fa con la Juve, altro non era se non un espediente per spalmare su due anni l’ingaggio del polacco e abbassarne l’incidenza a bilancio. Non c’è gol Champions che possa spingere il club a tornare sui propri passi. Tra poco più di una settimana sarà tempo degli addii. Cordiali e senza rancore.

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TORINO - Ingegno e pragmatismo: gli unici attrezzi a disposizione di Luciano Spalletti per provare a rimettere in moto il centrocampo bianconero. Mai così ingolfato nel corso della stagione, tra il calo copioso di rendimento di Locatelli - a cui spetterebbe il compito di legare le varie componenti juventine - e le condizioni precarie di Khéphren Thuram. La candela di accensione. L’unico interprete in grado di abbinare la fisicità agli strappi in campo aperto. I giorni soft, pattuiti con lo staff medico e all’insegna di carichi copiosamente inferiori rispetto agli standard stagionali (per via delle infiltrazioni al ginocchio a cui si è sottoposto in settimana), non hanno portato i risultati sperati.

Pochi dubbi, ma decisivi

Gli sprint nelle gambe del francese? Troppi pochi. Almeno per il momento. Da qui la scelta di farlo lavorare a parte pure nella seduta di ieri. L’ultima, prima delle rifinitura, dal momento che Spalletti oggi ha deciso di concedere a tutto il gruppo squadra un giorno di riposo per staccare la spina e allentare la tensione, alla luce di uno scontro cruciale per le sorti della stagione bianconera. Appuntamento domani mattina, alla Continassa, per tirare le somme e sciogliere i pochi dubbi che assillano Lucio.

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