La parola d'ordine Juve, Spalletti ci prova così: ecco la scelta che ha già funzionato

L'ultima idea del tecnico bianconero prima del derby contro il Toro. E spunta il retroscena dello Stadium con la Fiorentina

Francamente non sappiamo se Domenico Modugno faccia parte del pantheon di pensiero, o semplicemente di quello melodico, di Luciano Spalletti. In caso affermativo, è molto probabile che gli sia ronzata in testo quel motivetto della “Lontanza”, nella speranza che, come il vento anche il risposo concesso “spenga i fuochi piccoli, ma accenda quelli grandi”. Quello, è ovvio, in cui ardono insieme la motivazione e la serenità necessarie per affrontare il derby nelle migliori condizioni mentali. Sì, perché nell’ultima settimana di lavoro del campionato non c’è davvero nulla che si possa migliorare dal punto di vista atletico, ma di sicuro si può incidere su quello mentale. O almeno provarci: riuscirci, con questa Juventus, è tutto un altro discorso.

Juve, giorno libero in vista del Derby

Intanto appunto ci si prova ed è per questo che il tecnico, oggi, ha concesso un giorno libero nella speranza che serva a ripristinare la logica di quegli “allenamenti invisibili” che avevano portato la sua Juventus alla rimonta in classifica. Sì, perché non è la prima volta che il tecnico calendarizza il lavoro con una doppia assenza dalla Continassa, soprattutto quando la settimana è lunga e non prevede impegni infrastettimanali. In sostanza, non si va al campo ma non è concesso diminuire la concentrazione rispetto all’obiettivo agonistico da preparare.

Fino a qualche settimana fa aveva funzionato molto bene, salvo doversi confrontare con la prima (grossa) crepa che si è aperta con il pareggio interno contro il già retrocesso Verona. Tanto è vero che, dopo quel mezzo passo falso, Spalletti annusò odore di bruciato e derogò a un’altra delle novità introdotte con la sua gestione: l’abolizione del ritiro pre partita.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Dal Lecce al Derby: questione di logistica

La trasferta di Lecce (anche per ragioni logistiche, va detto) è stata programmata il giorno prima della partita e non il giorno stesso, con il risultato che ha poi arriso ai bianconeri. E non è un caso che la stessa procedura venga adottata domani prima del derby; e la logistica stavolta non ha nessun peso... Per il resto, il tecnico ha mantenuto la logica dello stop anche durante la settimana del derby e la volontà è proprio di alleggerire la tensione mentale su un gruppo che ha già ampiamente dimostrato di “non sapere tenere dentro la mente le cose utili ed eliminare quelle inutili e pesanti” di fronte alle pressioni che inevitabilmente gravano su chi indossa la maglia della Juventus. E, magari, in questa fase è meglio non frequentarsi nè troppo spesso nè troppo a lungo per evitare di macerarsi dentro incomprensioni o tensioni che da fastidiosi sassolini possono ingrandirsi a macigni assai ingombranti.

Spalletti, parola d'ordine: staccare

La parola d’ordine, insomma, è alleggerire senza “staccare”: attività richiesta ai calciatori che, dunque, dovranno dimostrare di aver ritrovato la concentrazione e la leggerezza smarrite nelle ultime settimane. Spalletti, dunque, resta convinto che il modo migliore per isolare il gruppo dalle zavorre determinate dalle pressioni sia quello di stare un poco lontani dal luogo in cui quei fantasmi, appunto, prendono forma, cosicché tornare al campo, domani, diventi un’attesa più che una routine. Se l’idea sarà servita lo potrà dire solo il derby: un luogo dell’anima, più che una partita, in cui le chiacchiere stanno a zero. E le pressioni prendono, inevitabilmente, forma.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Spalletti ed il confronto col passato

No, questo non è il tempo per far festa tutti insieme. Soprattutto perché l’oggetto delle celebrazioni è, più che mai in questa contingenza, un vero e proprio convitato di pietra: la Champions League. In effetti c’è parecchia distanza tra quella che la Juventus vinse nel 1996 e quella che, molto probabilmente, i tifosi bianconeri dovranno rassegnarsi a vivere da spettatori di altre squadre. E, davvero, la distanza non è tanto temporale quanto di qualità, rendimento, operatività. Una differenza che oggi si concretizzerà in maniera plastica alla Continassa, là dove si ritroveranno i campioni di 50 anni fa nel vuoto lasciato dai calciatori di oggi a cui Luciano Spalletti ha concesso un giorno libero. Una scelta, quella del tecnico, non strategica per evitare l’incontro perché, anzi, a lui piace che i suoi giocatori abbiano la possibilità di confrontarsi con modelli “alti” del passato.

Italia, l'incontro con i numeri 10 del passato

Fu proprio Luciano, quando era commissario tecnico della Nazionale, a organizzare l’incontro tra i suoi azzurri e i numeri 10 del passato durante il ritiro pre Europeo. Una scelta, per quanto nobile e dettata dalle entusiastiche intenzioni del ct, che alla luce del rendimento degli azzurri nel torneo in Germania non si rivelò portatrice di motivazioni ulteriori e che, anzi, potrebbe aver zavorrato ulteriormente pensieri già saturi e prosaicamente anelancomponenti della Juve attuale non si rendano conto che quelli del ‘96 erano meglio: inutile, forse pure controproducente, metterglielo in faccia. Poi, vabbè, non è un segreto che a qualcuno dei reduci avrebbe pure fatto piacere incontrare i ragazzi di oggi, ma stavolta va così e oggi la Continassa sarà tutta per loro.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

"Numeri 10", niente passerella allo stadio: la situazione

Qualcuno di loro avrebbe desiderato anche una passerella allo stadio, domenica scorsa, ma si trattava di una situazione complicata da organizzare e, in considerazione di come e poi andata a finire contro la Fiorentina, è sicuramente stato meglio così. Da quanto filtra, però, l’applauso dell’Allianz Stadium dovrebbe essere solo rimandato all’autunno, in occasione dell’anniversario della vittoria nell’Intercontinentale del 26 novembre di quell’anno magico.

I tifosi, insomma, avranno il modo di applaudire i campioni per “ripassarli” (chi già tifava allora) o per conoscerli (chi è più giovane e sogna nuovi trionfi ), mentre oggi sarà tutto mediato dalle immagini e dai contenuti realizzati dalla casa madre bianconera. Qualcosa è già stato prodotto ieri, con Alessandro Del Piero affiancato da Kenan Yildiz (curiosità; Alex faceva parte anche dei “numeri 10” invitati a suo tempo proprio da Spalletti a Coverciano) nel ricordo dell’impresa di Roma. Oggi toccherà di nuovo a lui insieme a quasi tutti gli altri protagonisti della finale contro l’Ajax.

WHATSAPP TUTTOSPORT: clicca qui e iscriviti ora al nuovo canale, resta aggiornato LIVE

 

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Francamente non sappiamo se Domenico Modugno faccia parte del pantheon di pensiero, o semplicemente di quello melodico, di Luciano Spalletti. In caso affermativo, è molto probabile che gli sia ronzata in testo quel motivetto della “Lontanza”, nella speranza che, come il vento anche il risposo concesso “spenga i fuochi piccoli, ma accenda quelli grandi”. Quello, è ovvio, in cui ardono insieme la motivazione e la serenità necessarie per affrontare il derby nelle migliori condizioni mentali. Sì, perché nell’ultima settimana di lavoro del campionato non c’è davvero nulla che si possa migliorare dal punto di vista atletico, ma di sicuro si può incidere su quello mentale. O almeno provarci: riuscirci, con questa Juventus, è tutto un altro discorso.

Juve, giorno libero in vista del Derby

Intanto appunto ci si prova ed è per questo che il tecnico, oggi, ha concesso un giorno libero nella speranza che serva a ripristinare la logica di quegli “allenamenti invisibili” che avevano portato la sua Juventus alla rimonta in classifica. Sì, perché non è la prima volta che il tecnico calendarizza il lavoro con una doppia assenza dalla Continassa, soprattutto quando la settimana è lunga e non prevede impegni infrastettimanali. In sostanza, non si va al campo ma non è concesso diminuire la concentrazione rispetto all’obiettivo agonistico da preparare.

Fino a qualche settimana fa aveva funzionato molto bene, salvo doversi confrontare con la prima (grossa) crepa che si è aperta con il pareggio interno contro il già retrocesso Verona. Tanto è vero che, dopo quel mezzo passo falso, Spalletti annusò odore di bruciato e derogò a un’altra delle novità introdotte con la sua gestione: l’abolizione del ritiro pre partita.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus