Le occasioni della vita possono essere travolgenti. Ecco, Giorgio Chiellini per parecchio tempo ha sperato in tutti i modi di non essere travolto. Di avere la forza per governare gli eventi, di poter vivere la carriera da dirigente a piccoli passi, di avvicinarsi gradualmente ad un ruolo da attore protagonista nelle vicende di casa Juve. Dirigenti non si nasce, eppure la sensazione è che tutte le persone che lo circondano lo ritengano un dirigente nato. Un eletto, l’uomo intorno al quale nessuno nutre mai il minimo dubbio. È dello stesso avviso anche John Elkann: se sta concretamente valutando l’idea di sollevare dagli attuali incarichi Damien Comolli, amministratore delegato scelto meno di un anno fa, significa che sa di avere la persona giusta in casa. L’alternativa perfetta, il migliore su piazza per traghettare la Juve dalle profonde delusioni di questi anni ai grandi successi.

Anche Spalletti loda Chiellini
Il fatto che anche Luciano Spalletti pensi la stessa cosa rappresenta l’ennesimo indizio a favore di una svolta che piano piano sta prendendo forma. Pure nei pensieri di Chiellini. Sì, lucidamente avrebbe atteso ancora prima di un passo così importante: basti ricordare che il suo ritorno alla Continassa è datato 15 settembre 2024. Un ingresso con una missione chiara: occuparsi di politica sportiva. Uefa, Figc, Lega: tutto passa da Chiello, l’uomo dei rapporti. In questo momento, però, sa che potrebbe non bastare più e che in qualche modo il futuro bianconero può passare da assunzioni di responsabilità che investano tutte le aree strategiche del club. Tensioni e mansioni dalla consistenza maggiore, sì, che ha già saputo gestire brillantemente quest’anno.
