"Bianconero vietato, anzi no": botta e risposta Torino-Juve-Questura a suon di comunicati

Il club bianconero aveva espresso "forti perplessità" sugli inviti ai tifosi: la replica granata e l'intervento chiarificatore delle forze dell'ordine

Cristiano CorboCristiano Corbo

Pubblicato il 24.05.2026, 13:00

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La risposta della Juve

La conseguenza: un vespaio. Prima online, poi nel mondo reale. A partire dalla risposta immediata della Juventus apparsa sui canali bianconeri, in cui il club ha espresso «forte perplessità in merito alla comunicazione diffusa da Torino FC relativamente alle modalità di accesso». In fondo, pur convididendo il motore di tutto - la garanzia di sicurezza per i presenti -, il nodo si era fatto immediatamente chiaro e l’ha specificato la stessa Juve. Cioè, le stesse disposizioni non erano state notificate dalle autorità competenti. Non c’era nessun divieto. Nessuna decisione dall’alto. Per questo la Juve ha confidato sin da subito in un «dialogo istituzionale con le autorità preposte, così da poter garantire un equilibrio tra esigenze di ordine pubblico e diritto dei tifosi a partecipare all’evento sportivo in modo libero e responsabile». Il tema è proprio su queste ultime due parole: libertà e responsabilità. Nel pomeriggio c’è stato allora un confronto tra la Questura e le due società, il cui prodotto è stato l’ennesimo chiarimento sulla vicenda: «L’accesso nei settori regolamentato dalle norme di legge, rimane invariato. In merito alla comunicazione diffusa dal Torino F.C. relativa alla modalità di accesso al settore Distinti in occasione della prossima gara, la Questura di Torino precisa che nell’ambito delle riunioni di GOS eseguite e in quella tecnica odierna sono state ben delineate e ribadite le disposizioni in relazione allo svolgimento della gara». In pratica, per andare allo stadio, si può indossare quel che si vuole e non sarà espressamente vietato... un bel nulla.