Il rapporto con lo psicologo e la confessione: "Avevo toccato il fondo"
Poi la rassegnazione: «Ho riflettuto a lungo se affidarmi a uno psicologo. Mi dicevo: “Arek, ma pensi davvero di non riuscire ad affrontare il tutto da solo?!”. Eppure mi sono dovuto ricredere. Non ce la facevo. Ho avuto un grosso problema all’inizio dell’anno scorso, all’incirca da gennaio ad aprile 2025. Non sono stati momenti piacevoli, ma non direi che si trattasse di depressione. Però, per quanto mi riguarda, avevo toccato davvero il fondo. Un tempo il calcio era la mia via di fuga da qualsiasi problema - continua l’attaccante polacco -. Ma all’improvviso mi capitava di andare in palestra, fare allenamento e... scoppiare a piangere. Era la prima volta in vita mia che mi succedeva una cosa del genere. Mi è capitato più volte di dover interrompere bruscamente l’allenamento e andare a sfogarmi in bagno a piangere. È stato un periodo emotivamente durissimo. Più tardi, invece, sono arrivate le lacrime di gioia, quando a maggio ho ricominciato a tornare in campo poco prima del Mondiale per Club. Una cosa l’ho imparata: i soldi non danno la felicità. Almeno nel mio caso. Avevo i guadagni più alti di tutta la mia carriera, eppure sono ero mai stato così infelice da quando avevo iniziato a giocare a calcio».
