De Ligt: "Juve? All'inizio è stato difficile, Chiellini mi ha aiutato. Ronaldo primo idolo"

Il difensore olandese ha rivelato qualche retroscena della sua esperienza in bianconero e ha svelato quali sono i suoi riferimenti

Alla Juventus, De Ligt ha vissuto uno dei passaggi più importanti della sua carriera, entrando in uno spogliatoio pieno di campioni e abituandosi fin da subito a un livello di pressione e aspettative completamente diverso rispetto all’Ajax. In bianconero, però, oltre alla crescita tecnica e tattica, è arrivata anche quella umana, guidata soprattutto da figure di riferimento come Chiellini, indicato dallo stesso difensore olandese come fondamentale nel suo ambientamento come ha spiegato ai canali del Manchester United. Nonostante sia cresciuto come difensore centrale, con esperienze anche da centrocampista nelle giovanili dell’Ajax, De Ligt ha spesso raccontato di essersi ispirato a grandi attaccanti per costruire la propria mentalità calcistica. Un percorso che parte da Cristiano Ronaldo e arriva fino a Kane.

Cristiano Ronaldo, il primo idolo

Il primo punto di riferimento assoluto per De Ligt è stato Cristiano Ronaldo, osservato da bambino e poi ritrovato da compagno di squadra alla Juventus. Ripensando a quegli anni, ha raccontato: "Penso che avessi circa 7 o 8 anni quando il Manchester United ha vinto la Champions League. In quel periodo lui era, ovviamente, uno dei giocatori più importanti al mondo. Aveva questo stile che tutti volevano copiare. Quindi sì, probabilmente è stato uno dei miei primi idoli". Un’ammirazione nata da lontano e diventata realtà molti anni dopo, quando i due si sono ritrovati nello stesso spogliatoio a Torino.

 

 

Eriksen, il riferimento cresciuto insieme

Se Ronaldo rappresenta l’icona, Eriksen è stato invece un punto di riferimento più vicino, nato ai tempi dell’Ajax e poi diventato anche compagno di squadra: "Nelle giovanili giocavo anche a centrocampo e lui giocava esattamente nella mia posizione. Quindi a quel tempo era davvero l’esempio di uno dei giocatori che ammiravo di più. Quando è emerso, la gente ne parlava già come di uno dei più grandi talenti visti da anni, quindi viene naturale prestare attenzione a quello che fa". 

 

 

Il legame con lui è proseguito anche a livello professionistico, fino a diventare qualcosa di speciale per lo stesso De Ligt: "Ti immedesimi nel giocatore ed è semplicemente bello vedere quanta strada ha fatto. È curioso che alla fine io abbia giocato davvero con lui, così come con Cristiano. Era uno dei miei più grandi idoli quando ero più giovane".

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Chiellini, il mentore alla Juventus

L’esperienza alla Juventus è stata anche e soprattutto una scuola di leadership. In questo contesto, Chiellini ha avuto un ruolo centrale nel percorso di crescita del difensore olandese: "Chiellini è stato davvero molto utile per me all’inizio. Quando sono arrivato alla Juventus ha cercato in tutti i modi di aiutarmi a inserirmi e a diventare il miglior giocatore possibile". Un inserimento non semplice, come ha spiegato lo stesso De Ligt ricordando l’impatto con lo spogliatoio bianconero: "È stato difficile all’inizio perché entri in uno spogliatoio dove questi giocatori hanno vinto tutto. È importante però rimanere te stesso e farsi vedere per quello che si è. A un certo punto ho capito che erano persone normali e che eravamo lì per lo stesso obiettivo. Cosa ho imparato in Italia? Tanto, in ogni campionato ho imparato qualcosa".

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Harry Kane, l’attaccante più completo

De Ligt nel corso della sua carriera ha affrontato alcuni dei migliori attaccanti del calcio europeo. Tra questi, Kane è quello che lo ha maggiormente colpito per completezza e continuità. E il difensore olandese lo ha elogiato per la sua grande professionalità sia dentro sia fuori dal campo:"Mi ha fatto una grande impressione. Il modo in cui lavorava, quanto fosse forte, quanto fosse costante nel segnare gol. Con lui è proprio così: dietro ogni tiro c’è un’idea. Sa esattamente cosa sta facendo, sa dove indirizzare il pallone, che sia di destro, sinistro o di testa. E non parlo nemmeno della sua visione di gioco, che è incredibile. È un attaccante davvero completo e non avevo mai vissuto una cosa del genere in vita mia".

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Alla Juventus, De Ligt ha vissuto uno dei passaggi più importanti della sua carriera, entrando in uno spogliatoio pieno di campioni e abituandosi fin da subito a un livello di pressione e aspettative completamente diverso rispetto all’Ajax. In bianconero, però, oltre alla crescita tecnica e tattica, è arrivata anche quella umana, guidata soprattutto da figure di riferimento come Chiellini, indicato dallo stesso difensore olandese come fondamentale nel suo ambientamento come ha spiegato ai canali del Manchester United. Nonostante sia cresciuto come difensore centrale, con esperienze anche da centrocampista nelle giovanili dell’Ajax, De Ligt ha spesso raccontato di essersi ispirato a grandi attaccanti per costruire la propria mentalità calcistica. Un percorso che parte da Cristiano Ronaldo e arriva fino a Kane.

Cristiano Ronaldo, il primo idolo

Il primo punto di riferimento assoluto per De Ligt è stato Cristiano Ronaldo, osservato da bambino e poi ritrovato da compagno di squadra alla Juventus. Ripensando a quegli anni, ha raccontato: "Penso che avessi circa 7 o 8 anni quando il Manchester United ha vinto la Champions League. In quel periodo lui era, ovviamente, uno dei giocatori più importanti al mondo. Aveva questo stile che tutti volevano copiare. Quindi sì, probabilmente è stato uno dei miei primi idoli". Un’ammirazione nata da lontano e diventata realtà molti anni dopo, quando i due si sono ritrovati nello stesso spogliatoio a Torino.

 

 

Eriksen, il riferimento cresciuto insieme

Se Ronaldo rappresenta l’icona, Eriksen è stato invece un punto di riferimento più vicino, nato ai tempi dell’Ajax e poi diventato anche compagno di squadra: "Nelle giovanili giocavo anche a centrocampo e lui giocava esattamente nella mia posizione. Quindi a quel tempo era davvero l’esempio di uno dei giocatori che ammiravo di più. Quando è emerso, la gente ne parlava già come di uno dei più grandi talenti visti da anni, quindi viene naturale prestare attenzione a quello che fa". 

 

 

Il legame con lui è proseguito anche a livello professionistico, fino a diventare qualcosa di speciale per lo stesso De Ligt: "Ti immedesimi nel giocatore ed è semplicemente bello vedere quanta strada ha fatto. È curioso che alla fine io abbia giocato davvero con lui, così come con Cristiano. Era uno dei miei più grandi idoli quando ero più giovane".

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