Flop Vlahovic… e quanta Juve: la classifica shock delle minusvalenze più grandi

Grandi spese per calciatori che poi fanno incassare poco o nulla al momento dell'addio: una casistica che coinvolge sempre più club

Il calciomercato col passare del tempo assume sempre più una valenza doppia: non solo il rendimento sul terreno di gioco, una partita decisiva si gioca anche nei bilanci delle società. Ogni estate i club investono somme sempre più elevate per assicurarsi i migliori talenti, nella speranza che il rendimento sportivo giustifichi l'esborso economico. Non sempre, però, il finale è quello immaginato. In diversi casi, infatti, a fronte di investimenti elevatissimo, il ritorno economico al momento della cessione è stato minimo o, in molte occasioni, addirittura inesistente. La Juve è stata diverse volte protagonista in tal senso: ci sono diversi calciatori acquistati per cifre enormi da cui poi si è guadagnato poco o nulla. L'ultimo caso eclatante quello di Vlahovic, ma non è l'unico. E se alcuni ci sono 'ripagati' col rendimento in campo, altre volte è andata decisamente peggio. 

Mercato Juve e la svalutazione di Vlahovic

Il club bianconero figura tra le società protagoniste di alcune delle operazioni più onerose concluse senza un adeguato rientro economico. Tra queste c'è, ovviamente, quella legata a Dusan Vlahovic, ma quella del serbo non è l'unica: in tempo recenti infatti ci sono state altre due operazioni ancora più significative in termini di esborso pesante e nessun guadagno. Partendo da Vlahovic, però, il suo acquisto era considerato straordinario nonostante la grande spesa della Juve. Ben 83.5 milioni versati nelle casse della Fiorentina: tanta spesa, resa media, incasso... zero.

Dusan, il 'what if' bianconero

Da gennaio 2022 al giugno 2026, un rendimento eccessivamente altalenante, qualche infortunio di troppo nell'ultimo periodo e una sola Coppa Italia portata in bacheca. Il tira e molla sul possibile prolungamento di contratto fino all'esito negativo della trattativa e all'addio. Insomma, un rapporto tormentato tra Juve e Vlahovic. E così, arrivato come un acquisto top (considerati età e rendimento alla Fiorentina) ma anche molto costoso, il serbo è andato via come un 'what if', e senza portare neanche un euro nelle casse bianconere. Ma ci sono casi ancora più eclatanti...

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

L'esempio di Cristiano Ronaldo

Ulteriormente ignificativa è stata infatti l'operazione Cristiano Ronaldo. Nell'estate del 2018 la Juventus investì 117 milioni di euro per portare a Torino il fuoriclasse portoghese. Un esborso importantissimo, in relazione anche all'ingaggio garantito a CR7. Sul campo arrivarono gol e trofei a livello nazionale, ma il tanto atteso salto di qualità in Champions League non si concretizzò. Tre anni più tardi Ronaldo tornò al Manchester United per circa 17 milioni di euro, lasciando un divario enorme tra costo d'acquisto e ricavo ottenuto dalla cessione di ben 100 milioni.

Top in Italia, ma la Champions...

I tifosi juventini ricordano con grande affetto i tre anni vissuti da CR7 a Torino, stagioni in cui ha regalato perle indimenticabili e fatto sognare la piazza con i suoi tantissimi gol: media di 0.76 gol per partita, nessuno come lui tra i top cannonieri all time del club. In sole tre annate ha addirittura raggiunto le tre cifre di reti, arrivando a 101. Nonostante questo, però, il suo esosissimo acquisto derivava soprattutto dalla voglia di alzare al cielo la Champions League: in realtà con Ronaldo in squadra le avventure europee della Juve non sono mai andate troppo avanti. E per questo, in relazione all'esborso, sul campo la Juve ha vinto quanto aveva fatto anche senza Ronaldo, che in più (visti anche i 36 anni al momento dell'addio ai bianconeri) nonn ha neanche rimpolpato le casse del club col suo trasferimento allo United.

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Il colpo Higuain, e Buffon...

Destino simile quello di Gonzalo Higuain. L'attaccante argentino fu aquistato dal Napoli grazie alla clausola da 90 milioni di euro: una cifra record per il calcio italiano in quel momento, e un impatto mediatico straordinario visto il passaggio da una squadra come quella azzurra ai rivali di sempre. Il centravanti ex Real Madrid visse quattro stagioni a Torino, con un grandissimo rendimento iniziale via via scemato, intervallando così la sua esperienza in bianconero con diversi prestiti prima di trasferirsi all'Inter Miami a parametro zero, senza garantire alcun ritorno economico alla Juventus.

La sua esperienza si può comunque dire positiva visti i gol realizzati (molti dei quali pesanti) e i trofei vinti. Tra gli addii senza indennizzo figura anche Gianluigi Buffon. Nel suo caso, però, il peso dell'operazione è stato ampiamente compensato da una carriera straordinaria, costellata di successi e dall'amore duraturo di un'intera tifoseria. Esistono altri casi Juve, ma non c'è ovviamente solo il club bianconero protagonista di minusvalenze importanti.

Non solo Juventus: il caso Mendieta

Non c'è solo la Juve in queste casistiche, ovviamente. Ad esempio va ricordato il caso di Gaizka Mendieta, uno dei più grandi flop della storia della Lazio e in generale del calcio italiano. Venne acquistato dal Valencia per circa 48 milioni di euro, l'ex centrocampista spagnolo non riuscì mai a replicare il rendimento mostrato in Liga, deludendo le aspettative nate dopo il maxi investimento voluto da Sergio Cragnotti. Uno dei più grandi colpi mediatici della Serie A di quegli anni, ma che per la sfortuna dei tifosi biancocelesti si rivelò un vero flop.

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Il record di Mbappé

Il record assoluto, però, appartiene a Kylian Mbappé. Il Paris Saint-Germain investì 180 milioni di euro per strapparlo al Monaco, rendendolo uno degli acquisti più costosi nella storia del calcio. Dopo sei stagioni ricche di gol e trofei in Francia, il fuoriclasse francese ha lasciato Parigi per trasferirsi al Real Madrid a parametro zero. Una perdita teorica di 180 milioni di euro sul costo del cartellino, un impatto economico che soltanto un club sostenuto dalla proprietà qatariota poteva permettersi di assorbire, con le successive dispute legali tra le parti a completare il quadro. Il caso Mbappé rappresenta l'esempio più evidente di una tendenza che negli ultimi anni ha coinvolto diversi top club europei.

I flop Hazard e Pogba

Restando in casa Real Madrid, ma stavolta dall'altro lato (ovvero quello del club penalizzato), i blancos hanno dovuto fare i conti con una pesante svalutazione nel caso di Eden Hazard. Il fantasista belga fu acquistato dal Chelsea per oltre 100 milioni di euro, nel momento in cui era tra i giocatori top al mondo. Alla fine però il classe 1991 non è mai riuscito a esprimere il proprio talento, anche e soprattutto causa delle diverse problematiche fisiche, fino al ritiro dal calcio giocato: dunque anche in questo caso ritorno nullo dopo un'operazione onerosissima.

Molto simile a quella di Hazard è la parabola di Paul Pogba. Dopo l'esplosione alla Juventus, il Manchester United (che lo aveva perso a parametro zero) investì 105 milioni di euro per riportarlo a Old Trafford, ma il centrocampista francese non riuscì mai a rispettare le aspettative. Tra infortuni e un rendimento altalenante, il suo secondo capitolo inglese si concluse con la rescissione del contratto e il ritorno a parametro zero alla Juventus, lasciando ai Red Devils soltanto qualche trofeo nazionale ed una Europa League, ma nessun recupero dell'enorme investimento sostenuto.

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Minusvalenze in A, quanta Juve! L'Inter...

Nella classifica delle peggiori minusvalenze in Serie A c'è tantissima Juventus. Oltre ai casi citati ci sono anche Paulo Dybala, Federico Bernardeschi e Douglas Costa. Se la 'Joya' ha salutato i bianconeri dopo il mancato accordo sul rinnovo ma comunque dopo anni di altissimo rendimento, per gli altri due il discorso è sicuramente differente. Bernardeschi e Douglas Costa sono arrivati da Fiorentina e Bayern Monaco dopo acquisti milionari.

Il talento italiano, però, non ha proseguito la crescita sulla scia di quanto fatto vedere in viola, il rendimento del brasiliano invece si è visto soltanto a sprazzi a causa dei numerosi infortuni. Tra le italiane c'è anche qualche colpo di altre squadre che ancora fa storcere il naso ai rispettivi tifosi. Tra questi c'è sicuramente quello di Joao Mario all'Inter: il portoghese fu acquistato per più di 40 milioni di euro come biglietto da visita dalla proprietà Suning appena insediatasi. Le cose, come noto, non sono andate benissimo.

La classifica finale in Italia

Di seguito la classifica complete delle peggiori minusvalenze di sempre nel campionato italiano. 

1) Juve, Cristiano Ronaldo (-100 milioni)
2) Juve, Higuain (-90 milioni)
3) Juve, Vlahovic (-83.5 milioni)
4) Juve, Buffon (-52.9 milioni)
5) Lazio, Mendieta (-48 milioni)
6) Inter, Vieri (-46.5 milioni)
7) Inter, Joao Mario (-44.8 milioni)
8) Milan, Rui Costa (-41.3 milioni)
9) Juve, Dybala (-41 milioni)
10) Juve, Bernardeschi (-40 milioni)
10) Juve, Douglas Costa (-40 milioni)
10) Inter, Crespo (-40 milioni)

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Costo d'acquisto e incassi, "comanda" il Psg

Allargo l'orizzonte all'Europa, come detto, il peggior affare in termini di costi per acquisti e poi incassi c'è l'ha il Psg con Kylian Mbappé. Ma i parigini sono anche al secondo posto di questa speciale graduatoria, con l'affare Neymar. Di seguito la classifica.

1) Psg, Mbappé (ceduto a 0, -180)
2) Psg, Neymar (ceduto a 90, -132)
3) Real Madrid, Hazard (ceduto a 0, - 120.8)
4) Barcellona, Coutinho (ceduto a 20, -115)
5) Manchester United, Pogba (ceduto a 0, -105)
6) Real Madrid, Bale (ceduto a 0, -101)
7) Juventus, Ronaldo (ceduto a 17, -100)
8) Barcellona, Griezmann (ceduto a 22, -98)
9) Santos, Neymar (ceduto a 0, -90)
9) Juventus, Higuain (ceduto a 0, -90)
11) Barcellona, Dembelè (ceduto a 50, -85)
12) Juventus, Vlahovic (ceduto a 0, -83.5)
13) Chelsea, Lukaku (ceduto a 30, -83)
14) Arsenal, Pépé (ceduto a 0, -80)
15) Manchester City, De Bruyne (ceduto a 0, -76)

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Il calciomercato col passare del tempo assume sempre più una valenza doppia: non solo il rendimento sul terreno di gioco, una partita decisiva si gioca anche nei bilanci delle società. Ogni estate i club investono somme sempre più elevate per assicurarsi i migliori talenti, nella speranza che il rendimento sportivo giustifichi l'esborso economico. Non sempre, però, il finale è quello immaginato. In diversi casi, infatti, a fronte di investimenti elevatissimo, il ritorno economico al momento della cessione è stato minimo o, in molte occasioni, addirittura inesistente. La Juve è stata diverse volte protagonista in tal senso: ci sono diversi calciatori acquistati per cifre enormi da cui poi si è guadagnato poco o nulla. L'ultimo caso eclatante quello di Vlahovic, ma non è l'unico. E se alcuni ci sono 'ripagati' col rendimento in campo, altre volte è andata decisamente peggio. 

Mercato Juve e la svalutazione di Vlahovic

Il club bianconero figura tra le società protagoniste di alcune delle operazioni più onerose concluse senza un adeguato rientro economico. Tra queste c'è, ovviamente, quella legata a Dusan Vlahovic, ma quella del serbo non è l'unica: in tempo recenti infatti ci sono state altre due operazioni ancora più significative in termini di esborso pesante e nessun guadagno. Partendo da Vlahovic, però, il suo acquisto era considerato straordinario nonostante la grande spesa della Juve. Ben 83.5 milioni versati nelle casse della Fiorentina: tanta spesa, resa media, incasso... zero.

Dusan, il 'what if' bianconero

Da gennaio 2022 al giugno 2026, un rendimento eccessivamente altalenante, qualche infortunio di troppo nell'ultimo periodo e una sola Coppa Italia portata in bacheca. Il tira e molla sul possibile prolungamento di contratto fino all'esito negativo della trattativa e all'addio. Insomma, un rapporto tormentato tra Juve e Vlahovic. E così, arrivato come un acquisto top (considerati età e rendimento alla Fiorentina) ma anche molto costoso, il serbo è andato via come un 'what if', e senza portare neanche un euro nelle casse bianconere. Ma ci sono casi ancora più eclatanti...

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