L'esempio di Cristiano Ronaldo
Ulteriormente ignificativa è stata infatti l'operazione Cristiano Ronaldo. Nell'estate del 2018 la Juventus investì 117 milioni di euro per portare a Torino il fuoriclasse portoghese. Un esborso importantissimo, in relazione anche all'ingaggio garantito a CR7. Sul campo arrivarono gol e trofei a livello nazionale, ma il tanto atteso salto di qualità in Champions League non si concretizzò. Tre anni più tardi Ronaldo tornò al Manchester United per circa 17 milioni di euro, lasciando un divario enorme tra costo d'acquisto e ricavo ottenuto dalla cessione di ben 100 milioni.
Top in Italia, ma la Champions...
I tifosi juventini ricordano con grande affetto i tre anni vissuti da CR7 a Torino, stagioni in cui ha regalato perle indimenticabili e fatto sognare la piazza con i suoi tantissimi gol: media di 0.76 gol per partita, nessuno come lui tra i top cannonieri all time del club. In sole tre annate ha addirittura raggiunto le tre cifre di reti, arrivando a 101. Nonostante questo, però, il suo esosissimo acquisto derivava soprattutto dalla voglia di alzare al cielo la Champions League: in realtà con Ronaldo in squadra le avventure europee della Juve non sono mai andate troppo avanti. E per questo, in relazione all'esborso, sul campo la Juve ha vinto quanto aveva fatto anche senza Ronaldo, che in più (visti anche i 36 anni al momento dell'addio ai bianconeri) nonn ha neanche rimpolpato le casse del club col suo trasferimento allo United.