I messaggi di Vlahovic
Quest’ultimo si sta allenando ad altissima intensità con un preparatore atletico. Sta spingendo per essere pronto, persino sognando la prospettiva di potersi presentare il 13 luglio alla Continassa come se nulla fosse. Alla Juve sta mandando messaggi chiari: è disposto a rivedere in toto la questione economica. Dall’ingaggio (chiesti 8 milioni, il club vuole riconoscerne quasi due in meno) alle commissioni per il papà Milos (alla Continassa nessuno vuole svenarsi). Perché il tempo scorre inesorabile e Vlahovic teme di restare al palo, aspettando una chiamata che dallo strappo del 3 giugno ancora non è arrivata. A proposito: Dusan non ha ancora svuotato l’armadietto alla Continassa e su Instagram continua ad avere la bio con la dicitura “Juventus Football Club & Serbia”.
Le parole di Carnevali
Carnevali ha astutamente servito un assist: «Non l’abbiamo incontrato, ma le porte sono aperte. Non solo per lui e Sorloth, ma anche per altri giocatori. Le uscite sono un fattore determinante, con le idee chiare dobbiamo fare le cose giuste». La strada per proseguire la trattativa per Randal Kolo Muani si sta complicando, su ammissione dell’ad bianconero: «Le richieste non sono state abbassate e noi non abbiamo alzato la nostra proposta. Lavoriamo ad ampio raggio, non mi concentrerei solo su questo tipo di giocatore: se c’è una distanza così ampia credo sia giusto fare valutazioni, non ci corre dietro nessuno e non dobbiamo sbagliare».
