Agnelli, la Corte Ue gli dà ragione: cosa ha deciso e come cambia la Giustizia Sportiva

La sentenza dopo il ricorso dell'ex Presidente della Juve apre la strada a una vera e propria rivoluzione 

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Pubblicato il 16.07.2026, 12:02 (Aggiornato il 16.07.2026, 18:20)

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La Corte di giustizia dell'Unione europea è intervenuta sul caso delle sanzioni comminate ad Andrea Agnelli e Maurizio Arrivabene nell'ambito dell'inchiesta sulle plusvalenze della Juventus. I giudici di Lussemburgo hanno stabilito che il divieto di esercitare attività professionali, esteso all'intero territorio dell'Unione europea, può essere conforme al diritto comunitario, a condizione che rispetti i principi di legittimità e proporzionalità. Allo stesso tempo, hanno ribadito che i destinatari delle sanzioni devono poter ricorrere a un giudice non solo per ottenere un eventuale risarcimento, ma anche per chiedere l'annullamento del provvedimento e, se necessario, l'adozione di misure cautelari. La pronuncia nasce dal rinvio pregiudiziale del TAR del Lazio, chiamato a verificare la compatibilità delle sanzioni disciplinari con le libertà fondamentali tutelate dall'ordinamento dell'Unione europea.

La sentenza che ribalta la Giustizia sportiva

Una vera e propria rivoluzione della Giustizia sportiva. La sentenza (o meglio il parere vincolante per essere precisi) della Corte di Giustizia Europea a proposito del ricorso di Andrea Agnelli e Maurizio Arrivabene presso il Tar del Lazio ha confermato tutto questo. Il tema, si sa, è quella delle plusvalenze di quattro anni fa.

 

 

Ma in sostanza cosa ha deciso la Corte e che conseguenze avrà? Proviamo a semplificare al massimo la questione, partendo da quella che è - di fatto - una pre-sentenza, ovvero il parere dell'Avvocato Generale della Corte che ha analizzato la situazione e da cosa avevano chiesto l'ex presidente della Vecchia Signora e il dirigente al Tar...