Ekhator al J Medical, poi il mercato: Spalletti prende tempo, ma c’è un rischio
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Sognava un esordio diverso, non c’è dubbio. Ma Jeff Ekhator ha un’estate davanti per tenersi la Juve per quest’anno. Sul futuro, invece, dalla Continassa nessun dubbio: l’italiano ha margini di miglioramento talmente grandi da poter rubare la scena nel tempo. Senza fretta. La stessa che non attanaglia i pensieri di Luciano Spalletti sul classe 2006 appena arrivato dal Genoa: gli piace molto, l’amico Silvio Baldini gli ha fornito referenze positive dopo averlo conosciuto in Nazionale e sa che ogni minuto trascorso insieme a Ekhator è tempo investito proficuamente. Minuti utili per far fruttare il suo valore.
La prima a Basilea non è andata bene, anche prima del risentimento muscolare alla coscia che l’ha costretto a cedere il posto a Lois Openda. Soltanto 6 i palloni toccati, di cui 2 regalati agli svizzeri. Nessun tiro in porta, nessuna occasione da gol propiziata nei primi 28 minuti di Juve. Nessun dramma: era la prima amichevole dopo appena cinque giorni di lavoro e per entrare nei meccanismi dell’attacco di Spalletti ci vuole pazienza. In più, la componente emotiva ha fatto un bello scherzetto a Jeff: un po’ impacciato, un po’ spaesato. Naturale per un ragazzo di 19 anni al battesimo bianconero, in un’amichevole piuttosto insipida nei contenuti tecnici.
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