Una vita col pallone tra i piedi, iniziata nel Gremio. Fino alla tappa che Douglas Costa sta vivendo adesso, all’Al-Ittifaq dell’ambizioso Pietro Laterza. L’esterno brasiliano ha ancora fame di calcio. E quando ripensa al passato cerca di catturare tutta la felicità che gli ha regalato la Juve in Italia. Dalla vicina Bardonecchia, sede del ritiro pre-campionato, scava tra i ricordi bianconeri più belli. Douglas Costa, come sta? È felice di ripartire dall’Al-Ittifaq dopo i sei mesi trascorsi al Chievo in Serie D? «Sono felicissimo, sto bene, voglio far vedere ancora il mio valore». Ora è Bardonecchia per il ritiro pre-campionato. È passato dalla sua vecchia Torino? «No, non sono riuscito a fermarmi lì, ma ho dei bellissimi ricordi di Torino, perché ho vissuto tra i momenti più belli della mia carriera. Ho imparato ad amare l’Italia».

Il ruolo di Alex Sandro
La trattativa che l’ha portata dal Bayern Monaco alla Juve nell’estate 2017 se la ricorda? «È stata una cosa veloce, ma è nata qualche tempo prima. Agnelli e Paratici mi parlarono già al termine di Juve-Bayern Monaco di Champions League del 2016. Poi sono andato in Australia con Alex Sandro, a fare un’amichevole col Brasile. Lui aveva sentito che l’Inter voleva portarmi in Italia, in effetti sapevo che fossero interessati a me. Così Alex Sandro mi chiese: “Ma tu verresti alla Juve?”. Io non ho mai avuto dubbi, anche perché con Ancelotti al Bayern Monaco avrei giocato meno, il mister era stato molto chiaro con me. Così mi chiamò Paratici e fu tutto molto rapido, ma del resto quando chiama la Juve non puoi dire di no».
