Pagina 2 | Cessioni Juve, non è ancora finita: quali sono gli ultimi spiragli per fare spazio

La cessione più remunerativa dell'estate bianconera l'ha perfezionata il Sassuolo. Enormi infatti - persino più grandi rispetto a quanto si potesse immaginare - sono state le difficoltà incontrate da Giovanni Carnevali e Ricky Massara nell'impostazione del mercato in uscita. E così la plusvalenza generata dal passaggio di Tarik Muharemovic dai neroverdi al Leeds si è rivelata salvifica per il mercato della Juve, che ha ricevuto 17.4 milioni di euro subito reinvestiti per permettere a Spalletti di affrontare la stagione con meno patemi.

Le cessioni Juve

Per il resto, dalla Continassa sono pochi i giocatori partiti con un biglietto sicuramente di sola andata: oltre agli svincolati Vlahovic e Kostic, infatti, il solo ceduto a titolo definitivo è stato Mattia Perin al PalermoSoldi generati da questo addio? Poco più di 500 mila euro. Pochissimi. Per il resto, una marea di prestiti, con possibilità di riscatto non così scontate.

Certamente senza obblighi predefiniti: hanno salutato Torino i vari Adzic (Sassuolo), Miretti (Besiktas), Openda (Lione), Di Gregorio (Bournemouth) e David (Atletico Madrid). Stipendi e assenza di offerte hanno messo spalle al muro la Juve, costretta a dover prestare tutti. Alla Continassa è possibile che ne tornino indietro tanti a luglio.

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Juve, tanti giocatori ancora in bilico

In più, restano i tesserati che ancora figurano in rosa e per i quali le valutazioni sull'addio non tramonteranno finché tutti i mercati non avranno chiuso i battenti. A partire da Federico Gatti e Daniele Rugani, passando per Juan Cabal, fino ad arrivare ad Edon Zhegrova e Arek Milik: per ognuno di questi, al netto delle loro legittime volontà in base agli accordi pregressi con la Juve, il futuro è ancora aperto e dipende da eventuali opportunità che si possono generare solo su nazioni minori. In Olanda e Danimarca il gong suona oggi; Belgio, Austria, Ungheria e Scozia si allungano fino a domani; in Turchia si termina venerdì, mentre in Portogallo sabato.

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Calciomercato, quanti giorni restano

Domenica tocca all'Arabia Saudita, il 7 settembre è il turno della Croazia, l'8 chiude la Svizzera e il 9 alla Polonia. Prendono altro tempo, invece, Grecia (15 settembre) e Serbia (18 settembre). Tutte, comunque, ipotesi assai remote. Resta sulla lavagna lo sconfortante dato delle cessioni mancate a titolo definitivo, che di sicuro complicheranno le manovre della prossima estate. Certo, non saranno tutti equiparabili ad Arthur, ma il peso di David a bilancio per esempio non è affatto trascurabile. Ecco perché la Juve non potrà far altro che tifare per il canadese dal Cholo.

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Juve, tanti giocatori ancora in bilico

In più, restano i tesserati che ancora figurano in rosa e per i quali le valutazioni sull'addio non tramonteranno finché tutti i mercati non avranno chiuso i battenti. A partire da Federico Gatti e Daniele Rugani, passando per Juan Cabal, fino ad arrivare ad Edon Zhegrova e Arek Milik: per ognuno di questi, al netto delle loro legittime volontà in base agli accordi pregressi con la Juve, il futuro è ancora aperto e dipende da eventuali opportunità che si possono generare solo su nazioni minori. In Olanda e Danimarca il gong suona oggi; Belgio, Austria, Ungheria e Scozia si allungano fino a domani; in Turchia si termina venerdì, mentre in Portogallo sabato.

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