Neto: "Vogliamo vincere l’Europa League". E rivela: "Stavo davvero per smettere. Poi la Juve..."

Il portiere racconta le sue prime impressioni dopo il ritorno in bianconero: "Non ho ritrovato la Champions, ma pazienza. Abbiamo una squadra molto forte. Mia moglie è sempre stata innamorata di Torino: ora siamo felici. La prima chiamata l’ho ricevuta durante Brasile-Svizzera di Davis"

Paolo PirisiPaolo Pirisi

Pubblicato il 03.10.2026, 10:18

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TORINO - Ha seguito Juve-Cremonese da bordocampo. Troppi cambiamenti in troppo poco tempo. Meglio ritardare il ritorno in campo di qualche giorno. Intanto Neto a Cagliari ci sarà. Ed è felice di aver rimesso addosso la maglia della Juve, che pensava di aver chiuso per sempre nel cassetto. Anche quando parla di questi giorni fatica a trattenere l’emozione. Neto, come sta? È da un po’ di tempo che non gioca. «Devo dire che sono felice di essere tornato, mi trovo molto bene qui. Ho fatto una settimana intensa di lavoro, è stato meglio proseguire l’attività differenziata per ritrovare in fretta la condizione. Ma mi sento bene». Com’è stato ricevere la chiamata della Juve? «In quel momento mi stavo veramente godendo la famiglia. È stato il primo momento della mia vita in cui potevo veramente trovare tempo per me stesso e sono riuscito a liberarmi tanto mentalmente. Stavo guardando la finale di Coppa Davis tra Brasile e Svizzera e non ho poi avuto molto tempo per pensare. Sicuramente avrò molto meno bisogno di tempo per adattarmi, visto che qui ci sono già stato».

"Spalletti? Primo impatto positivo"

Che differenze ha trovato tra il 2015 e questo suo ritorno a Torino? «I cambiamenti sono stati impressionanti, anche a livello di strutture. Ho avuto la possibilità di girare tante squadre, ma è stato spettacolare quello che hanno fatto qua, quindi dal punto di vista societario sono proprio bravi. Sul piano personale già da un po’ di anni immaginavo un ritorno in Italia, quindi sono molto contento perché mi sento veramente bene e preparato per questo momento». E Spalletti? Quanto ha inciso nel suo approdo qui? «Non avevo mai lavorato col mister. Nel calcio ci conosciamo tutti e tutti danno dei pareri. Il primo impatto è stato molto positivo: sono convinto di aver fatto la scelta giusta». Lei ha lasciato la Juve in finale di Champions League e la ritrova...senza Champions. «Sono le dinamiche del calcio, i contesti e alla fine si deve lavorare pensando solo al presente. I giocatori però sono veramente forti, di una capacità e una qualità importante. Dal mio punto di vista, si può tornare a riprovare le stesse sensazioni della Juve di qualche anno fa».