Boksic: «Sì, Mandzukic è uno da Juve»

«E’ serio e segna tanto: un acquisto azzeccato, ma è diverso da me. Un consiglio per lui? Restare tranquillo, testa bassa e... pedalare!»

Juve, ecco le prime foto di Mandzukic a Torino

TORINO - «Mario è un attaccante diverso da come ero io, possiede altre caratteristiche: per la Juventus è un gran colpo. Fidatevi di me, lo conosco bene». Alen Boksic con i bianconeri ha giocato una sola stagione, nel 1996-97. In dieci mesi è salito sul tetto del mondo, ha conquistato scudetto e Supercoppa Europea sfiorando la Champions League, sfuggita nella clamorosa finale persa contro il Borussia Dortmund. Per un’intera generazione di attaccanti croati è stato un punto di riferimento assieme all’ex madridista Davor Suker. A Boksic si è ispirato anche Mario Mandzukic a cui i campioni d’Italia hanno affidato l’attacco del dopo Tevez.

Boksic, diciannove anni dopo la sua esperienza in bianconero, ecco un altro centravanti croato nella Juventus. «E’ un grande, Mario. Per lui faccio uno strappo alla regola, visto che da quando ho terminato l’impegno con la Nazionale mi sono riproposto di parlare il meno possibile di pallone».

Dalla voce sembra molto felice. «Sono contento per lui e per la Juventus. Per Mario, dopo Atletico Madrid e Bayern Monaco, si tratta di un’altra avventura in uno dei 5 top club d’Europa. I bianconeri hanno ingaggiato un giocatore fortissimo».

Mandzukic non è un nuovo Boksic e nemmeno un altro Tevez. «Mario è un vero finalizzatore, abile soprattutto in area, sui palloni alti. Tevez predilige maggiormente svariare e indietreggiare a prender palla. Hanno caratteristiche diverse, ma entrambi sono giocatori di livello internazionale».

Il ct della Croazia, Niko Kovac, ha definito Mandzukic «un combattente». «E’ vero, sarebbe riduttivo definirlo semplicemente un uomo d’area: Mandzukic è un lottatore ed è utilissimo anche in fase difensiva, quando c’è da pressare gli avversari».

Lei alla Juventus ha indossato la maglia numero 9, attualmente occupata da Morata. Adesso alla Juventus è libera la 10 di Tevez: come la vedrebbe sulle spalle poderose del suo connazionale? «Mah... questi sono discorsi che appassionano voi giornalisti. I numeri che contano non sono quelli di maglia, bensì quelli che si ottengono alla fine della stagione. Vedrete: il prossimo giugno tanto Mandzukic quanto la Juventus saranno soddisfatti delle cifre ottenute».

Quanti gol si aspetta? «Mario è un centravanti da 20 gol: lo ha dimostrato prima al Bayern Monaco, dove aveva accanto due fuoriclasse fantastici come Robben e Ribéry, e poi all’Atletico Madrid. Si confermerà su questi livelli anche alla Juventus».

Un ottimismo che magari farà ricredere quella piccola parte di tifosi un po’ scettica. «Sono ottimista perché è un ragazzo che conosco molto bene. Quando lavoravo per la Nazionale siamo stati assieme per un anno e mezzo. E’ un ragazzo serio, motivato e abituato a giocare nei grandi club. E poi ha la mentalità giusta per questo tipo di avventura».

Cioè? «E’ un vincente, come la Juventus. La mentalità è la medesima, proprio per questo sono certo che Mario si ambienterà immediatamente a Torino».

Le ha dato qualche consiglio dopo la firma? «Cosa puoi dire al centravanti titolare della Nazionale, uno che ha vinto tutto col Bayern Monaco e che lo scorso anno giocava nell’Atletico Madrid... Non ho ancora avuto modo di sentirlo, ma mi auguro di trovare l’occasione per venirlo a salutare a Torino durante la stagione».

Almeno un buon suggerimento... «Restare tranquillo, testa bassa... e pedalare (risata). Sono certo che si imporrà alla grande. Ripeto: Mario ha lo stesso spirito della società».

Come immagina il nuovo attacco della Juventus? «Allegri è un allenatore bravo e vincente, come ha dimostrato una volta di più nella stagione appena conclusa. Penso che cambierà modo di giocare per far rendere Mandzukic e i nuovi attaccanti al massimo. Mi aspetto un trequartista dietro a Mario e Morata. Sarebbero un ottimo tandem, anche perché lo spagnolo è un centravanti che ha qualità e svaria».

Il tridente no? «Può essere una possibilità, magari con Dybala esterno: l’argentino è un giovane che apprezzo parecchio. Ha qualità, mi diverte».

Sfiorato il Triplete, Allegri punta al quinto scudetto consecutivo e alla rivincita in Champions. La Juventus, senza Pirlo e Tevez, può arrivare di nuovo in finale di Coppa? «Quest’anno ha compiuto un percorso esaltante e a livello di forza rappresenta uno dei primi cinque club d’Europa. Io sono fiducioso».

C’è un motivo particolare? «Perché conosco il dna del club e la dirigenza si sta dimostrando molto competente. E’ vero che hanno salutato due campioni come Tevez e Pirlo, ma nel frattempo sono già stati acquistati giocatori top come Mandzukic, Dybala e Khedira. La finale contro il Barcellona era una bella occasione, ma sono convinto che i bianconeri abbiano le qualità per riprovarci. Spero ci riescano, sarei felice anche per Mandzukic».

Simone Pepe, in una recente intervista, ha detto che la mattina dopo la delusione di Berlino non ha chiuso occhio e come lui la maggior parte dei compagni. A lei capita mai di ripensare alla finale di Champions del ’97 persa contro il Borussia Dortmund? «Mi succede quasi ogni volta che guardo una partita di Champions. E’ un pensiero che torna con regolarità, mi è capitato anche durante l’ultimo Juventus-Borussia Dortmund, seppure si trattasse di un semplice ottavo di finale. Eravamo superiori, in quella sfida. E una finale di Champions rappresenta sempre un’occasione incredibile. E’ per quello che è impossibile dimenticare». 

Aspettando l’Europa, la prossima stagione comincerà con la Supercoppa italiana di Shanghai: di nuovo Juventus-Lazio, come in finale di Coppa Italia. Un altro “derby” per lei che, prima e dopo la parentesi vincente a Torino, è stato protagonista nella Lazio. «La Lazio ha praticato un buon calcio nell’ultima stagione, peccato soltanto per qualche risultato negativo nel finale. Per il campionato che ha disputato meritava il secondo posto e l’accesso diretto ai gironi di Champions. Mi auguro che superi il preliminare e continui a crescere. E’ una squadra con ottimi valori, ma rispetto alla Juventus è ancora un gradino sotto a livello di qualità».

Come ai suoi tempi in serie A, sono tornati di moda i giocatori croati, in particolare nell’Inter: dopo Kovacic e Brozovic, i nerazzurri puntano Perisic? «In effetti... Il motivo però non lo so, dovreste chiederlo ai dirigenti» (risata).

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